Maria

Si muove lentamente, a piccoli passi, dal tavolo di cucina alla dispensa, poi verso il soggiorno. Una mano lieve accomoda un centrino, gli occhi scorrono i ritratti sbiaditi e cari. Con un sospiro accosta le tende e una luce calda e discreta si diffonde nella camera.  
Anche per oggi ha concluso le sue faccende: le stanze sono in ordine, la cucina linda, il bagno disinfettato, i panni stirati. Il lungo pomeriggio di sole e di affanni volge al termine e l’aria è più fresca, come i pensieri che divengono piccoli e limpidi.

Chiude la porta della sua camera. Il grande letto matrimoniale ha le lenzuola ricamate e ogni ninnolo rivela cure appassionate e quotidiane. Lo sguardo rivolto al ritratto del marito è carico di nostalgia, di rimproveri, di domande e di speranze, di sorrisi complici.
"Quanto mi manchi", gli sussurra.
Sfila l’abito da lavoro e la sottoveste rivela i seni floridi e i fianchi pieni, dimentichi ormai di carezze d’amore. In bagno fa scorrere l’acqua che, fresca, le bagna il viso e il petto accaldati. Siede sul letto e con gesti lenti e sofferti passa le mani tra i capelli, neri e folti, sciogliendoli dal fermaglio.
 
La pelle tra i seni è ancora umida e ne avverte il peso sensuale. Distesa sulle lenzuola fresche, socchiude gli occhi per riposare. Anche nel riposo è composta: su un fianco, le braccia e le gambe raccolte, la sottoveste si solleva e la mano si tende verso l’orlo. Un guizzo sulla pelle, il ricordo lontano e bruciante di una carezza virile. Si scompone sulle lenzuola, al ricordo. I capelli sparsi sul cuscino, le mani sul suo stesso corpo solo, la sottoveste stropicciata. Lo struggimento di un abbraccio, gli umori condivisi, la dolcezza sensuale dopo. E lacrime di vergogna ora.
 

Sotto la doccia, furiosamente, cancella le tracce del desiderio rubato. Poi un abito nero e severo, con piccoli fiori bianchi, le scarpe scure accollate, i capelli raccolti. Nella borsa un piccolo rosario, un fazzolettino di lino ricamato, pochi spiccioli. Non serve altro. Tra poco, nel banco più vicino all’altare, reciterà il rosario.

Pubblicato da

Alessandra Versienti

Ho superato i quaranta, ma conservo intatti le insicurezze e i terrori dei vent’anni. Il che – giuro! – non è un vezzo per sentirmi più giovane.
Ho una brillante (…) e multiforme carriera da precaria: dal 2001 mi occupo di comunicazione on line e come freelance curo progetti editoriali e scrivo testi per il web. Inoltre sono una Prof: insegno Lettere nei licei e negli istituti di istruzione secondaria.
Infine, scrivo.
Scrivo poesie, racconti e romanzi.
Alcune mie poesie compaiono in antologie poetiche curate da editori italiani: “Poetando. L’uomo della notte” curato da Maurizio Costanzo, ed. Aliberti 2009, e “I versi della Leda”, edito da I Libri della Leda nel 2010. Nel 2015 ho pubblicato su Amazon, in formato Kindle, la mia raccolta poetica Margini. Antologia provvisoria di parole e mutevoli sensi. Oggi la silloge è disponibile anche in formato cartaceo su IlMioLibro.it.
Dal novembre 2016 è disponibile su IlMioLibro.it anche la nuova raccolta in versi Sangue. 30 poesie. La raccolta è disponibile anche su Amazon, nel Kindle Store.
Sono sposata con A., abbiamo due bambine e viviamo all togheter in una città che si affaccia sul mare, dove i tramonti tolgono il fiato. La bellezza e la gioia mi fanno balbettare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *