Il ritorno di Taylor

TaylorA volte ritornano. Soprattutto a Beautiful.

Non posso non segnalare il ritorno di Taylor Hayes in quel di Los Angeles.

Genova, ore 14,00 del 7 novembre. Sorseggio il mio caffè.
Los Angeles. Esterno notte. In un cimitero non meglio identificato, Ridge Forrester grondante di sudore profana la tomba della moglie defunta. O almeno creduta tale. Vuole verificare che Taylor riposi in pace e che non se ne vada in giro per Los Angeles a far prender colpi alla gente. Il dubbio pervade il suo volto, lo sforzo lo trasfigura. Parla pure da solo. E intanto ci dà di vanga. Fino a che non solleva il sarcofago e uno sguardo terrorizzato, incredulo, deluso, sofferente (?) attraversa il viso madido. Il verso del cuculo prova a rendere più cupa l’atmosfera.

Dopo la pausa pubblicitaria si scopre la causa di cotanta prova d’attore. La telecamera indugia sulla bara ormai scoperchiata che custodisce una Taylor dormiente, all’apparenza serena e perfino intatta, nonostante gli anni di presunta decomposizione.

Ridge si china a carezzare il volto della moglie, quasi ad abbracciarla. Nell’accostarsi a lei, prova ad attirarla a sé. E qui ho rischiato di versarmi addosso il caffè. Quello che solleva Ridge non è il corpo di Taylor, ma un busto che ne riproduce perfettamente le sembianze. Incredulità generale. Stupore. Ilarità. Ridge si china verso la telecamera in una smorfia di dolore (o di disgusto).

A questo punto arriva il principe Omar. Kabir Bedi, insomma. E’ lui l’artefice dell’imminente ritorno della donna. Sorrido pensando ai destini incrociati di questi attori. Da Sandokan al principe Omar non so quanto sia lungo il passo, certo è che Kabir Bedi è un naufrago celebre dell’Isola dei Famosi. Era il Peppino in coppia con il Totò Schillaci. Ora è lì con Ridge che pontifica sull’amore, polemizza sugli ospedali americani e forse un pò sui rischi dell’eutanasia. Il che non guasta.

Insomma, Taylor è viva. Lo annuncia lei stessa al povero Ridge, avvolta nell’effetto nebbia e vestita di bianco. E’ più viva che mai, si è pure gonfiata le labbra. E più di così gli occhi di Ron Moss non je la fanno a spalancarsi. Dissolvenza. Sigla.

E anche per oggi ho avuto la mia razione di trash quotidiano.

Pubblicato da

Alessandra Versienti

Ho superato i quaranta, ma conservo intatti le insicurezze e i terrori dei vent’anni. Il che – giuro! – non è un vezzo per sentirmi più giovane.
Ho una brillante (…) e multiforme carriera da precaria: dal 2001 mi occupo di comunicazione on line e come freelance curo progetti editoriali e scrivo testi per il web. Inoltre sono una Prof: insegno Lettere nei licei e negli istituti di istruzione secondaria.
Infine, scrivo.
Scrivo poesie, racconti e romanzi.
Alcune mie poesie compaiono in antologie poetiche curate da editori italiani: “Poetando. L’uomo della notte” curato da Maurizio Costanzo, ed. Aliberti 2009, e “I versi della Leda”, edito da I Libri della Leda nel 2010. Nel 2015 ho pubblicato su Amazon, in formato Kindle, la mia raccolta poetica Margini. Antologia provvisoria di parole e mutevoli sensi. Oggi la silloge è disponibile anche in formato cartaceo su IlMioLibro.it.
Dal novembre 2016 è disponibile su IlMioLibro.it anche la nuova raccolta in versi Sangue. 30 poesie. La raccolta è disponibile anche su Amazon, nel Kindle Store.
Sono sposata con A., abbiamo due bambine e viviamo all togheter in una città che si affaccia sul mare, dove i tramonti tolgono il fiato. La bellezza e la gioia mi fanno balbettare.

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