Baby Blues

ImageChissà che il timore della depressione post-partum non possa dissolversi grazie ad un sano esercizio di ansia anticipatoria pre-partum. Detto tra noi, non so se posso farcela. Immagino di si, ma a volte immagino anche di no. Mi vedo trasformata in un’erinni isterica che vaga per casa nelle ore più improbabili in camicia da notte, scompigliata e con gli occhi allucinati.

Tiranneggiata da un esserino che urla e strepita e pretende la mia presenza ventiquattro ore su ventiquattro. Stremata dalle fatiche del parto e dal totale sconvolgimento della mia vita. Con una sola domanda nella testa: “E ora cosa faccio?!?”.

Del resto, si fa un gran parlare di baby blues e perfino quella santa donna di Brooke Shields ha dichiarato di averne sofferto. E non è un caso che la paura di esserne colpite dilaghi tra tutte le ragazze in dolce attesa che io conosca. Tuttavia, al momento io mi trovo in uno stato d’animo di particolare (e preoccupante?) tranquillità. Perfino il parto mi sembra qualcosa di remoto e lontano, come se non dovessi affrontarlo anch’io come tutte le donne del mondo. Forse perché sono sorpresa dal ritmo dolce dei giorni della gestazione: chissà come mai, mi aspettavo incubi e ansie incontrollate e immaginavo che il mio corpo si deformasse irrimediabilmente fin dal primo mese, lasciandomi impotente davanti al potere del bimbo dentro di me e alla sua crescita galoppante. C’è il tempo di abituarsi a tutto, insomma. C’è modo di osservarsi in questa fase di grande trasformazione e di adattarsi, di cambiare insieme al proprio addome arrotondato e di ascoltare dentro di sé pensieri, speranze ed immancabili timori.

Ma so già che le prime settimane dopo il parto saranno difficili. Sono consapevole che in casa atterrerà un simpatico alieno che saprà solo piangere per esprimere anche la più elementare necessità. Ed immagino la lotta di potere di nonne e sorelle nel dispensare consigli, precetti e saggezza. Già prevedo che le varie figure sguinzagliate per le stanze e lungo il corridoio ingaggeranno una tacita battaglia per accaparrarsi i primi sorrisi o i quieti silenzi del bambino (o della bambina).

So che nella diatriba sulle somiglianze non riuscirò ad essere neutrale per più di due minuti e che non reggerò a lungo il confronto ossessivo con le prodezze e i progressi dei nipoti che fanno già parte della famiglia.  So che, da ginecologi di comprovata ed empirica esperienza, tutti questi familiari e amati figuri si trasformeranno d’un tratto in pediatri illuminati e presuntuosamente insostituibili, e so pure che – ci scommetto – le eventuali colichette saranno imputabili al mio nervosismo (?!) e alla mia totale inettitudine nell’allattare o cullare il pupetto.

Non escludo che la mia proverbiale diplomazia rompa gli argini e mi faccia urlare qualcosa di spiacevole contro le donne più anziane della famiglia. Non posso tanto meno scartare l’ipotesi di piangere per la stanchezza e lo sconforto, per il bisogno di intimità con il mio bambino e con il suo emozionantissimo papà. O per il mio aspetto orrendo: forse piangerò solo perché non riesco a fare una doccia in santa pace o perché sarò ancora gonfia come un otre e mi chiederò quando potrò mettere un abito decente.

Per tutto questo chiedo scusa già da ora. Ma, ora che ci penso, il puerperio mi darà pure diritto a uscire un po’ fuori dai gangheri, no?

Pubblicato da

Alessandra Versienti

Ho superato i quaranta, ma conservo intatti le insicurezze e i terrori dei vent’anni. Il che – giuro! – non è un vezzo per sentirmi più giovane. Ho una brillante (…) e multiforme carriera da precaria: dal 2001 mi occupo di comunicazione on line e come freelance curo progetti editoriali e scrivo testi per il web. Inoltre sono una Prof: insegno Lettere nei licei e negli istituti di istruzione secondaria. Infine, scrivo. Scrivo poesie, racconti e romanzi. Alcune mie poesie compaiono in antologie poetiche curate da editori italiani: “Poetando. L’uomo della notte” curato da Maurizio Costanzo, ed. Aliberti 2009, e “I versi della Leda”, edito da I Libri della Leda nel 2010. Nel 2015 ho pubblicato su Amazon, in formato Kindle, la mia raccolta poetica Margini. Antologia provvisoria di parole e mutevoli sensi. Oggi la silloge è disponibile anche in formato cartaceo su IlMioLibro.it. Dal novembre 2016 è disponibile su IlMioLibro.it anche la nuova raccolta in versi Sangue. 30 poesie. La raccolta è disponibile anche su Amazon, nel Kindle Store. Sono sposata con A., abbiamo due bambine e viviamo all togheter in una città che si affaccia sul mare, dove i tramonti tolgono il fiato. La bellezza e la gioia mi fanno balbettare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *