Prove tecniche di torta di rose

ImageMi sono cimentata nella torta di rose. Mi incuriosiva da tempo la disposizione dell’impasto a mo’ di boccioli di rosa, oltre alla consistenza della pasta, che mi sembrava briochata, morbida e profumata. Ho sperimentato una ricetta di una torta di rose definita dal suo autore “velocissima”, perché con il suo procedimento salta una lievitazione.

In realtà alcune altre ricette che ho consultato fanno riferimento a ben tre lievitazioni (e qui ne segnalo alcune tratte da Cooker.net, cookaround.com, cucinaconme.it e kucinare.it) e a tempi più lunghi, ma avendo solo la mattina a disposizione, ho scelto questa:

Ingredienti per circa 6-8 porzioni
Per l’impasto:
330 g di farina oo
1 uovo grande a temperatura ambiente
50 g di zucchero
70 ml di latte tiepido
50 g di burro fuso tiepido
2 cucchiai di olio d’oliva
1 pizzico di sale
¾ di un cubetto di lievito di birra (io ne ho usato metà)
1 bustina di vanillina (facoltativo)
Per la farcitura:
100 g di burro a temperatura ambiente
100 di zucchero

ImageProcedo prima con la preparazione della crema al burro per la farcitura. In una scodella lavoro con un cucchiaio il burro ammorbidito e lo zucchero, fino a che il composto non diventa chiarissimo e cremoso. Poi mi dedico alla preparazione della pasta: mescolo tutti gli ingredienti in una terrina, facendo prima sciogliere il lievito nel latte tiepido. Si ottiene un composto morbido, non appiccicoso e piacevolmente profumato e lo si lavora per circa 10 minuti su una spianatoia infarinata, su cui poi lo si stenderà.

Qui, per me, viene il bello. Ho memoria di innumerevoli tentativi di impasti irrecuperabili, incollati alle mani, frantumati al momento del trasferimento nella teglia. Questa volta però me la sono cavata bene, tanto che sto meditando di riprovare con la pasta frolla, preparazione in cui spesso – ahimè – ho impietosamente fallito. Mi sono ritrovata tra le mani un impasto compatto, ma morbido e – giusto per mettere alla prova la mia (finora impensabile) abilità manuale – l’ho infarinato un paio di volte ad arte, facendo svolazzare la farina sul piano di lavoro.

Quindi è arrivato il momento di stenderlo per spalmarci sopra la crema al burro. Mi sono armata del mio matterello refrigerato (acquistato durante una dimostrazione di una nota marca di accessori in plastica per la cucina) e l’impresa si è rivelata meno difficile del previsto, anche se ho steso, strappato, re-impastato e ri-steso la pasta un paio di volte. Alla fine di tutto, dovreste ritrovarvi un rettangolone di circa 20X35 cm, alto circa 3 o 4 mm. Ma fate un po’ voi, dipende da quanto volete che siano grossi i boccioli di rosa. Una volta stesi impasto e farcitura, si arrotola il tutto e si ottiene un cilindro di pasta farcita di crema al burro. Quindi con un coltello affilato si procede al taglio della pasta, si ricavano i cilindretti farciti (ne vengono fuori circa 12 se non li fate troppo sottili) e si dispongono nella teglia.

A proposito di teglia: fate attenzione con quelle dotate di cerniere apribili, perché la farcitura di burro tenderà a fuoriuscire durante la cottura. Il mio consiglio spassionato è di rivestire la tortiera con la carta da forno. A questo punto si aspetta che i boccioli di pasta raddoppino di volume e si avvicinino graziosamente tra di loro. Io ho lasciato lievitare nel forno spento ma con la lucina accesa per circa 3-4 ore. Poi ho cotto a 170-180 gradi.

L’autore consigliava di cuocere per i primi 20 minuti coprendo la teglia con un foglio d’alluminio, e per altri 10 minuti a teglia scoperta. A me ‘sta cosa non è riuscita granché: dopo i primi venti minuti la torta era ancora lontana dal cuocersi e la farcitura di burro era diventata liquida, invadendo e allagando il campo di boccioli. Così ho lasciato cuocere per 50 minuti, alla temperatura che ho indicato. Quando la superficie è diventata dorata e il profumo irresistibile ho spento e aspettaco che la torta si freddasse. Direi che consistenza e sapore sono ottimi, al primo assaggio. Ma la quantità di burro e zucchero per la farcia sono eccessivi per i miei gusti. Dopo alcune ore dalla cottura, i suddetti si cristallizzano sulla superficie e tra i boccioli, rendendo troppo dolce e stucchevole il tutto. Propongo di diminuire la quantità a 70 g per ciascuno, se non di dimezzarla del tutto. Dopodiché, divoratela oppure offritela a chi vi vuol bene, bocciolo dopo bocciolo.

Pubblicato da

Alessandra Versienti

Ho superato i quaranta, ma conservo intatti le insicurezze e i terrori dei vent’anni. Il che – giuro! – non è un vezzo per sentirmi più giovane. Ho una brillante (…) e multiforme carriera da precaria: dal 2001 mi occupo di comunicazione on line e come freelance curo progetti editoriali e scrivo testi per il web. Inoltre sono una Prof: insegno Lettere nei licei e negli istituti di istruzione secondaria. Infine, scrivo. Scrivo poesie, racconti e romanzi. Alcune mie poesie compaiono in antologie poetiche curate da editori italiani: “Poetando. L’uomo della notte” curato da Maurizio Costanzo, ed. Aliberti 2009, e “I versi della Leda”, edito da I Libri della Leda nel 2010. Nel 2015 ho pubblicato su Amazon, in formato Kindle, la mia raccolta poetica Margini. Antologia provvisoria di parole e mutevoli sensi. Oggi la silloge è disponibile anche in formato cartaceo su IlMioLibro.it. Dal novembre 2016 è disponibile su IlMioLibro.it anche la nuova raccolta in versi Sangue. 30 poesie. La raccolta è disponibile anche su Amazon, nel Kindle Store. Sono sposata con A., abbiamo due bambine e viviamo all togheter in una città che si affaccia sul mare, dove i tramonti tolgono il fiato. La bellezza e la gioia mi fanno balbettare.

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