E’ il mio corpo che cambia…

ImageTra le cose vere o presunte che si raccontano sulla gravidanza mi sento coinvolta in prima persona dagli sbalzi d’umore, oltre che dall’acidità di stomaco e dalla digestione lentissima. Fa piacere attribuire tutto allo stravolgimento ormonale, il che mi solleva da alcune responsabilità in merito a strani, paludosi pensieri che ogni tanto mi affliggono.

Guardo con un po’ di sospetto le donne con il pancione che ostentano la loro gioia ai quattro venti e assumono un’aria serena e impassibile, come se tutto attorno avesse perso la benché minima importanza. E qui non intendo certo negare la gioia profonda che ho provato io nel capire di essere incinta prima ancora di sottopormi al test di gravidanza. Né nascondo il senso di pienezza che si prova nel sentirsi in grado di assecondare la natura e il proprio corpo, lasciando che tutto avvenga secondo ritmi e regole sacri e inviolabili.

Ma posso testimoniare (se mai può mai servire…) che non è affatto vero che ad una donna in stato interessante si svelino magicamente i misteri e i dubbi che tutte nutriamo su questo evento così importante della vita. Tutt’altro: si è più confuse e incerte di prima su quanto sta avvenendo dentro di noi e il mistero si infittisce ogni giorno, specie sentendo un essere umano vivere e muoversi nella propria pancia.

La confusione cresce in maniera esponenziale quando, come me, si è fortunate e si vivono nove mesi in salute, senza grossi disturbi, sentendosi bene, “come prima”. Sarà che circolano tante di quelle credenze sulle sensazioni dei miliardi di donne che ci sono passate prima di noi, sarà che la drammatizzazione della gravidanza e del parto di ognuna diventa storia a sé, sarà che tante la fanno davvero troppo lunga, ma io – non so come dire – mi sento “normale” e a volte “dimentico” di essere incinta.

L’inquietudine e la sorpresa arrivano, beffarde, a ondate quando mi guardo allo specchio e mi accorgo di come stia cambiando il mio corpo. Il quale corpo conosce benissimo il suo ruolo e le sue specifiche funzioni in questa fase della vita e si sta dando un gran daffare nel provvedere alle riserve di grasso, ad aumentare il flusso sanguigno, a far spazio al bambino che cresce e a trovare un nuovo baricentro per bilanciare il peso che aumenta di settimana in settimana. Il sapientone, però, non si cura affatto dei miei timori e delle ansie di futura mamma – nonché di primipara attempata – ed è del tutto insensibile ai miei sbalzi d’umore e al mio nemmeno tanto segreto desiderio di entrare nei miei vecchi jeans.

Da qui al pormi domande incongruenti e dubbi inopportuni, il passo è breve. Un senso di inadeguatezza mi coglie pensandomi alle prese con il mio bambino, nonostante anni di disinvolta pratica con nipotini e figli di amiche. E lo sgomento che provo davanti a piccoli barbari urlanti all’ikea o al supermercato mi fa dubitare della mia pazienza e del mio istinto materno. Ma come, proprio ora che sono incinta?!? E dov’erano questi pensieri perigliosi e temerari quando prima distribuivo sorrisi e carezze anche ai bimbi che non conoscevo? Non sono un po’ fuori stagione queste nuvole che mi si posano sulla testa e sul pancione? E dov’è mai affondato il divertimento che provavo, quando un tempo facevo le prove davanti allo specchio con un cuscino sotto il maglione? Si sarà incagliato nel fiato corto che ho adesso, tutte le volte che mi vesto e che provo ad allacciarmi le scarpe.

E non ditemi che voi, donne incinta come me, siete immuni dal confrontarvi mentalmente con le altre pance in circolazione e con la stima del peso altrui. O con una domanda di fondamentale importanza per il bene vostro e della vostra famiglia “tornerò mai al mio peso forma?”. In questi giorni, ormai alla soglia del settimo mese e alle prese con la scelta di orribili capi premaman, un motivetto mi frulla per la testa. Specie dopo essermi unta generosamente di olio di mandorle contro le smagliature o dopo che, alle otto di sera, finalmente, ho digerito la pasta a base di semplice sugo al pomodoro consumata per pranzo. Il motivo suddetto urla ancora più insistentemente dopo che scendo dalla bilancia e segno sull’agenda il peso raggiunto. Ed è allora, proprio allora, che mi scopro a cantare per casa: “E’ il mio corpo che cambiaaaaaa, nella forma e nel colore, è in trasformazioneeeeeee…E’ una strana sensazione…”.

Mi scopro così fan inconsapevole dei Litfiba e del buon Piero Pelù, che forse non avrà scritto questa canzone pensando ad un pancione, ma deve sapere benissimo “cos’è tutto il mio stupore”.

Il Mio Corpo Che Cambia (da Infinito, 1999)
Cos'è cos'è questa sensazione
Come un treno che mi passa dentro senza stazione
Dov'è dov'è? Il capostazione
Sto viaggiando senza biglietto in qualche direzione
Elle è lei che prende la mia mano
E mi accompagna in questo lungo viaggio
Andiamo lontano
Ecco cos'è tutto il mio stupore
Non è facile guardare in faccia la mia trasformazione
E' il mio corpo che cambia
Nella forma e nel colore è in trasformazione
E' una strana sensazione
In un bagno di sudore è il mio corpo che cambia
E cambia ….. E cambia …….e cambia …….e cambia
Qual è qual è la mia direzione
Sto viaggiando senza biglietto
In qualche direzione
E' il mio corpo che cambia nella forma
E nei colori negli spazi interiori
E' una strana sensazione
In un bagno di sudore è il mio corpo che cambia
E cambia e cambia …….

Pubblicato da

Alessandra Versienti

Ho superato i quaranta, ma conservo intatti le insicurezze e i terrori dei vent’anni. Il che – giuro! – non è un vezzo per sentirmi più giovane. Ho una brillante (…) e multiforme carriera da precaria: dal 2001 mi occupo di comunicazione on line e come freelance curo progetti editoriali e scrivo testi per il web. Inoltre sono una Prof: insegno Lettere nei licei e negli istituti di istruzione secondaria. Infine, scrivo. Scrivo poesie, racconti e romanzi. Alcune mie poesie compaiono in antologie poetiche curate da editori italiani: “Poetando. L’uomo della notte” curato da Maurizio Costanzo, ed. Aliberti 2009, e “I versi della Leda”, edito da I Libri della Leda nel 2010. Nel 2015 ho pubblicato su Amazon, in formato Kindle, la mia raccolta poetica Margini. Antologia provvisoria di parole e mutevoli sensi. Oggi la silloge è disponibile anche in formato cartaceo su IlMioLibro.it. Dal novembre 2016 è disponibile su IlMioLibro.it anche la nuova raccolta in versi Sangue. 30 poesie. La raccolta è disponibile anche su Amazon, nel Kindle Store. Sono sposata con A., abbiamo due bambine e viviamo all togheter in una città che si affaccia sul mare, dove i tramonti tolgono il fiato. La bellezza e la gioia mi fanno balbettare.

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