La caduta

ImageChi l’ha detto che la donna in gravidanza è più bella che mai? Avreste dovuto vedermi nei giorni scorsi quando, per il ponte dell’Immacolata, siamo partiti alla volta di Milano per andare a trovare mia sorella e Filippo.

Partita con tanti buoni propositi di shopping e svago e anche con un po’ di mal di gola, ero fermamente intenzionata a depennare dalla mia lista tutte le voci d’acquisto e tornare a casa con il corredino completo per la pupattola.

Appena il tempo di pranzare e fare un giro di ricognizione nel centro commerciale più vicino, rimango vittima di un improvviso abbassamento di voce, con conseguente tosse e utilizzo di fogli e penna per comunicare. Naso arrossato, occhi che lacrimano e pallore spaventoso mi rendono più brutta e repellente che mai, mentre sorella, marito e nipote mi seguono a ruota. Dopo due giorni di cautele in casa e davanti alla tv, un timido sole si affaccia sui tetti di Milano e, impavidi, decidiamo di uscire.  In poche ore bruciamo la tabella di marcia, ci consumiamo in rapidi e nervosi acquisti e torniamo a casa stremati. Seguono altri due giorni di raffreddore feroce, con tosse e raucedine ma senza febbre, per fortuna.

Tra aerosol, latte e miele, te e miele, tisane al miele, suffumigi con acqua e bicarbonato, finalmente arriva la mattina della partenza per Genova. Saluti, baci e abbracci e con Andrea ci incamminiamo verso il parcheggio, con borsone e sacchetti degli acquisti. Sono contenta di poter uscire da casa, finalmente. Mi sento leggera, mentre la mia mantella di maglia (non esistono cappotti e giubbini per donne in gravidanza) svolazza allegramente nell’aria gelida del mattino.

Ed ecco la caduta. Non m'è dato sapere se “….per avverso sasso/mal fra gli altri sorgente/o per lubrìco passo..:” – direbbe il buon Parini – ho rotolato giù per terra, ma mi sono piegata d'un colpo sulle ginocchia, mentre il contenuto dei sacchetti si spargeva tristemente attorno a me. M’è venuto in mente in quel preciso momento che l’equilibrio di una donna all’ottavo mese di gravidanza è un po’ precario e che i legamenti spesso possono tradire.

Risultato? Due ginocchia grosse così, graffi e lividi, ma nessun colpo al pancione né alla schiena. D’obbligo il passaggio in pronto soccorso per monitoraggio, ecografia e visita per accertare le condizioni della piccola. Si muove continuamente, cresce bene, pesa circa un 1,700 kg ed è "alta" quasi 39 cm. Sono io che sto una chiavica.

 

Pubblicato da

Alessandra Versienti

Ho superato i quaranta, ma conservo intatti le insicurezze e i terrori dei vent’anni. Il che – giuro! – non è un vezzo per sentirmi più giovane.
Ho una brillante (…) e multiforme carriera da precaria: dal 2001 mi occupo di comunicazione on line e come freelance curo progetti editoriali e scrivo testi per il web. Inoltre sono una Prof: insegno Lettere nei licei e negli istituti di istruzione secondaria.
Infine, scrivo.
Scrivo poesie, racconti e romanzi.
Alcune mie poesie compaiono in antologie poetiche curate da editori italiani: “Poetando. L’uomo della notte” curato da Maurizio Costanzo, ed. Aliberti 2009, e “I versi della Leda”, edito da I Libri della Leda nel 2010. Nel 2015 ho pubblicato su Amazon, in formato Kindle, la mia raccolta poetica Margini. Antologia provvisoria di parole e mutevoli sensi. Oggi la silloge è disponibile anche in formato cartaceo su IlMioLibro.it.
Dal novembre 2016 è disponibile su IlMioLibro.it anche la nuova raccolta in versi Sangue. 30 poesie. La raccolta è disponibile anche su Amazon, nel Kindle Store.
Sono sposata con A., abbiamo due bambine e viviamo all togheter in una città che si affaccia sul mare, dove i tramonti tolgono il fiato. La bellezza e la gioia mi fanno balbettare.

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