La donna incinta va in bianco

ImageNel senso della dieta quotidiana. Che avevate capito? A chi s'immagina che una donna incinta possa soddisfare tutte le voglie in fatto di golosità varie ed eventuali, dico che capita che non sia così. Per conto mio, non posso certo affermare che in gravidanza mi sia tolta qualche sfizio con sapori insoliti o piatti preferiti.

Mai una voglia particolare da soddisfare. Anzi, i pochi desideri che sono sopraggiunti in questi mesi d’attesa li ho pagati cari in termini di bruciori e acidità di stomaco. Le volte in cui ho affondato il cucchiaino nel vasetto di nutella o addentato un dolce al cioccolato si contano sulle dita di una mano.  E solo in un’occasione Andrea è stato costretto ad uscire di sera in seguito ad una mia voglia: è andato a caccia di una brioche che poi il mio stomaco ha puntualmente rifiutato.

Già il fatto di non essere immune alla toxoplasmosi mi ha precluso la scelta e l’assaggio di diversi cibi. Inevitabili le nausee dalle prime settimane fino al quarto mese inoltrato, la conseguente alterazione del gusto e un saporaccio metallico in bocca. C’è stato un brevissimo e intenso ritorno di fiamma a piatti più stuzzicanti intorno al quinto mese, ma sono subentrati immediatamente bruciori, acidità di stomaco, difficoltà digestive e una costante sensazione di stomaco pieno.

Fino a che, dal settimo mese in poi, cenare normalmente è diventata un’impresa cui spesso rinuncio. La bimba comprime gli organi interni e al momento non ho la più pallida idea di dove possa trovarsi il mio stomaco. Spesso ho la nausea esattamente come i primi mesi e mi capita di vomitare se mangio un boccone di più o vai a capire perché. Devo mangiare poco, sennò mi sento affannata e lo stomaco rimane pieno per lunghe e interminabili ore.

In ogni caso, il pancione cresce e la bimba già tre settimane fa pesava due chili e mezzo. Il che mi rincuora, naturalmente. Per i miei disturbi e  tutte le loro conseguenze la ginecologa mi consiglia di seguire una dieta in bianco, cosa che faccio (quasi diligentemente) ormai da due mesi, tanto non ho scampo. Se sgarro, devo pagare lo scotto.

Senza inoltrarmi in più dettagliate quanto intestine spiegazioni, vorrei semplicemente darvi un’idea dei piatti prelibati di cui mi cibo da un po’ di mesi a questa parte. Magari possono servire come suggerimento e consolazione a qualche donna panciuta nella mia stessa condizione.

Ecco lo schema della mia dieta in bianco. Poche le varianti possibili, ahimè.  Di solito cerco di concentrare entro l’ora di pranzo l’insieme di carboidrati, proteine, vitamine e Sali minerali indispensabili al sano sviluppo della bimba e al mio stesso sostentamento. Quanto alla cena, giocoforza mi tengo leggera.

Colazione
Una tazza di latte parzialmente scremato con cereali o fette integrali o biscotti secchi

Merenda
un frutto

Pranzo
A scelta uno di questi primi:
pasta in bianco con olio extra vergine d’oliva
riso in bianco con olio extra vergine d’oliva

A scelta uno di questi secondi:
fettina di vitello o altra carne magra scottata in padella (o al vapore), condita con olio extra vergine d’oliva
schiacciatine di carne alla griglia (o al vapore), condite con olio extra vergine d’oliva
1 uovo in camicia
orata o branzino al cartoccio o al sale

In alternativa:
pane e prosciutto accompagnati da un piattone di verdure bollite o grigliate
pizza o focaccia bianca con stracchino o crescenza e prosciutto

Di solito il pranzo si compone di un primo O di un secondo E del contorno, che consiste in una porzione di verdure o patate bollite condite con olio extra vergine d’oliva.

Merenda (e quando mai?)
A volte un frutto o qualche biscotto secco.
Di solito, uno degli antiacidi consigliati in gravidanza.

Cena
Di solito una mela cotta.
In alternativa e/o in aggiunta: latte e cereali o latte e biscotti secchi. O solo biscotti secchi.
Se mi va di lusso e se a pranzo ho mangiato proteine, una porzione di pastina o pasta in bianco.

Sarà questo piattume di sapori che mi spinge a visitare ogni giorno i siti dei miei amici food blogger in cerca di sapori più intensi, seppure solo virtuali? Magra consolazione, ma almeno mi sazio con gli occhi.

Pubblicato da

Alessandra Versienti

Ho superato i quaranta, ma conservo intatti le insicurezze e i terrori dei vent’anni. Il che – giuro! – non è un vezzo per sentirmi più giovane. Ho una brillante (…) e multiforme carriera da precaria: dal 2001 mi occupo di comunicazione on line e come freelance curo progetti editoriali e scrivo testi per il web. Inoltre sono una Prof: insegno Lettere nei licei e negli istituti di istruzione secondaria. Infine, scrivo. Scrivo poesie, racconti e romanzi. Alcune mie poesie compaiono in antologie poetiche curate da editori italiani: “Poetando. L’uomo della notte” curato da Maurizio Costanzo, ed. Aliberti 2009, e “I versi della Leda”, edito da I Libri della Leda nel 2010. Nel 2015 ho pubblicato su Amazon, in formato Kindle, la mia raccolta poetica Margini. Antologia provvisoria di parole e mutevoli sensi. Oggi la silloge è disponibile anche in formato cartaceo su IlMioLibro.it. Dal novembre 2016 è disponibile su IlMioLibro.it anche la nuova raccolta in versi Sangue. 30 poesie. La raccolta è disponibile anche su Amazon, nel Kindle Store. Sono sposata con A., abbiamo due bambine e viviamo all togheter in una città che si affaccia sul mare, dove i tramonti tolgono il fiato. La bellezza e la gioia mi fanno balbettare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *