E’ nata una mamma

ImageOra che sono appena atterrata nell’avventurosa dimensione della maternità, mi vien fatto di pensare che gravidanza e parto siano stati una sorta di stratagemma – piacevole per quanto possibile – che la natura ha escogitato per tenermi all’oscuro del magico mistero dell’essere mamma.

Del resto, nessuno e niente avrebbe potuto prepararmi all’emozione che sto provando per la mia bambina. Il 4 febbraio non è nata mia figlia, è nata sua madre. Maria Sole è qui con noi con il suo carattere, la sua forte personalità e le sue esigenze e non si chiede timorosa se sia una figlia buona o bella o se faccia cose giuste o sbagliate. Lei è qui e tutto questo basta alla sua voglia di vivere e ai suoi ritmi di pappa, nanna e cacca. Sono io, invece, che in questo nuovo ruolo di madre provo a rileggermi e a definirmi senza quasi mai venirne a capo.

Più di tutto, quello che ora mi squassa sono i sentimenti per mia figlia. Un insieme violento e struggente di passi e sbalzi del cuore, di ricordi, desideri, colori, odori, paroline nuove e dolci, lacrime, sorrisi e carezze mi inonda l’anima, riempie queste stanze, poi le svuota impietosamente come per un trasloco improvviso, quasi a privarmene per sempre.

Onde di emozioni lambiscono il cuore, si infrangono violente a volte, o tenere e silenziose vengono ad accarezzarmi i sensi. Stravolgono l’ordine dei miei pensieri, ci giocano a carte, a dadi e a shangai e io rimango a guardare impotente e soggiogata dagli occhi liquidi e profondi di mia figlia e assisto così all’alta marea dei timori e delle insicurezze, e al mare placido della felicità delle mani calde e della bocca sazia di latte.

Tutte le promesse di nullipara ignorante che ero fino a dieci mesi fa e tutti i propositi di gestante consapevole (?) in merito all’educazione di un figlio, le balle sulla disciplina e le regole, i manuali di pediatri sadici e i consigli di nonni e amici ora bruciano e si inceneriscono davanti al fuoco violento di quest’amore per Maria Sole.

Mi sono ripromessa di farne una bimba e una donna felice, ma ora nutro seri dubbi sul fatto che questa mamma appena nata riesca nell’intento. Se non con inevitabili, clamorosi errori di percorso.

Pubblicato da

Alessandra Versienti

Ho superato i quaranta, ma conservo intatti le insicurezze e i terrori dei vent’anni. Il che – giuro! – non è un vezzo per sentirmi più giovane.
Ho una brillante (…) e multiforme carriera da precaria: dal 2001 mi occupo di comunicazione on line e come freelance curo progetti editoriali e scrivo testi per il web. Inoltre sono una Prof: insegno Lettere nei licei e negli istituti di istruzione secondaria.
Infine, scrivo.
Scrivo poesie, racconti e romanzi.
Alcune mie poesie compaiono in antologie poetiche curate da editori italiani: “Poetando. L’uomo della notte” curato da Maurizio Costanzo, ed. Aliberti 2009, e “I versi della Leda”, edito da I Libri della Leda nel 2010. Nel 2015 ho pubblicato su Amazon, in formato Kindle, la mia raccolta poetica Margini. Antologia provvisoria di parole e mutevoli sensi. Oggi la silloge è disponibile anche in formato cartaceo su IlMioLibro.it.
Dal novembre 2016 è disponibile su IlMioLibro.it anche la nuova raccolta in versi Sangue. 30 poesie. La raccolta è disponibile anche su Amazon, nel Kindle Store.
Sono sposata con A., abbiamo due bambine e viviamo all togheter in una città che si affaccia sul mare, dove i tramonti tolgono il fiato. La bellezza e la gioia mi fanno balbettare.

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