Che casalinga approssimativa!

ImageMi reputo una persona ordinata. Piego e rimetto a posto gli abiti. Lavo la tazzina del caffè, governo la cucina dopo pranzo e cena, spolvero i mobili e pulisco il water io, mica come la Luisa.  Ma combino dei pasticci.

Mi piace fare pulizie, sono tra quelle persone che prova una grande soddisfazione nell’impegnarsi a fondo e nel faticare anche un po’ (ok, non sono normale!). Poi adoro cucinare. E vado pazza per il profumo del bucato steso ad asciugare.

Ma non so preparare un arrosto, odio le cotture lunghe, non mi riesce mai una frittura, vado in crisi se ho persone a cena all’improvviso e non azzecco mai il vino giusto. Che altro? Stingo i panni in lavatrice e molto spesso non li so smacchiare a dovere né pre-trattare (!), infeltrisco i maglioni, non stiro quasi mai e – confesso! – faccio il bucato al cellulare di mio marito.

Da quando poi Maria Sole è venuta ad “abitare” da noi, il tempo per migliorarmi nel campo della casalinghitudine è davvero poco. Tanto poco che le faccende quotidiane stavano passando in cavalleria. Così ho deciso di delegare alla signora Silvana il compito di mettere a posto casa come si deve, almeno una volta a settimana. Con buona pace delle mie manie di perfezionismo casalingo.

Ma un po’ mi sento a disagio nel vedere che un’altra persona fa per me qualcosa che, in linea del tutto teorica, specie in questo periodo, potrei fare io. Poi mi sembra che toccare gli oggetti degli altri, vedere dove dormono, mangiano e vivono richieda una grande tatto che, devo ammettere, Silvana ha. Senza dubbio.

Però. Faccio fatica a rilassarmi. Mi sembra che da un momento all’altro, mentre Silvana sposta mobili e divani, o spazza per terra o toglie le lenzuola sporche possa scoprire qualcosa di noi di cui nemmeno noi stessi siamo a conoscenza. Che ne so? Qualche caccola gigante, un calzino sporco e puzzolente, una macchia di unto sul divano. Qualsiasi indizio di una qualsivoglia barbara usanza di cui non siamo consapevoli. Qualcosa che facciamo naturalmente e quotidianamente e che, invece, è del tutto sbagliato. O peggio, disdicevole. Bah.

Così prima che arrivi Silvana faccio un sopralluogo, ritiro la biancheria stesa e stiro per non rivelare magagne, lavo i piatti del pranzo. Controllo il bagno. Apro le finestre per dissolvere cattivi odori. E mi vesto! Si, mi vesto e mi trucco anche un po’. Come se in casa andassi sempre in giro così, nonostante i rigurgiti di Maria Sole e il tempo passato a lavorare.

Sarà pudore, questo? Una forma di nevrosi? Pura follia? Di sicuro si tratta di riflessioni e ammissioni ispirate da recenti letture. E a ricordare pasticci e fallimenti mi sento una casalinga…approssimativa! Help me!!

Pubblicato da

Alessandra Versienti

Ho superato i quaranta, ma conservo intatti le insicurezze e i terrori dei vent’anni. Il che – giuro! – non è un vezzo per sentirmi più giovane.
Ho una brillante (…) e multiforme carriera da precaria: dal 2001 mi occupo di comunicazione on line e come freelance curo progetti editoriali e scrivo testi per il web. Inoltre sono una Prof: insegno Lettere nei licei e negli istituti di istruzione secondaria.
Infine, scrivo.
Scrivo poesie, racconti e romanzi.
Alcune mie poesie compaiono in antologie poetiche curate da editori italiani: “Poetando. L’uomo della notte” curato da Maurizio Costanzo, ed. Aliberti 2009, e “I versi della Leda”, edito da I Libri della Leda nel 2010. Nel 2015 ho pubblicato su Amazon, in formato Kindle, la mia raccolta poetica Margini. Antologia provvisoria di parole e mutevoli sensi. Oggi la silloge è disponibile anche in formato cartaceo su IlMioLibro.it.
Dal novembre 2016 è disponibile su IlMioLibro.it anche la nuova raccolta in versi Sangue. 30 poesie. La raccolta è disponibile anche su Amazon, nel Kindle Store.
Sono sposata con A., abbiamo due bambine e viviamo all togheter in una città che si affaccia sul mare, dove i tramonti tolgono il fiato. La bellezza e la gioia mi fanno balbettare.

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