Avere 20 anni

ImageHo riaperto dopo lungo tempo i miei vecchi quaderni di appunti, poesie e racconti. Quei tentativi di mettere in versi le mie emozioni dei 20 anni ora mi fanno molta tenerezza: le parole di ieri, grezze e arrabbiate, oggi sono sbocciate in sorrisi e serenità.

Alcune “poesie” raccontano momenti importanti di quel periodo. Erano i primi anni ’90, frequentavo l’Università e combattevo con mille conflitti dentro di me. E un serie di guai attorno a me. Una tristezza pazzesca, in poche parole.

Del resto, a sintetizzare quegli anni basta il titolo della prima “poesia”. Me l’aveva ispirata un ragazzo cui piacevo tantissimo, un tantino troppo emotivo. Io gli volevo pure bene, ma avevo mille insicurezze e troppi guai miei che gestire pure i suoi era davvero un po’ troppo.

Vomiti
Hai sempre vomitato.
Mi hai conosciuta
e hai vomitato
ti sei innamorato di me
e hai vomitato
non ti volevo
e hai vomitato.

Quando ero in dubbio
se amarti o non amarti
hai vomitato
quando ho pensato
che era meglio di no
hai vomitato.

Quando mi sono innamorata di lui
hai vomitato
l’ho lasciato e tu, felice,
hai vomitato.

Quasi quasi ti volevo bene
e hai vomitato
dicevi che eri felice con me
però vomitavi
Eri contento
stavamo insieme
c’era il sole
ma poi ti ho lasciato
e hai vomitato.

Quella che segue fu ispirata dalla corte serrata di un ragazzo più grande di me: lui aveva 30 anni suonati, io appena venti e mi sembrava una distanza incolmabile. Poi di amore non ci capivo proprio niente e non se ne fece nulla. Mi scrisse però una lettera molto tenera in cui mi definiva “la donna della sua vita” e queste son cose che non si dimenticano.

Chissà cos’è
Io non so che cos’è.
Io penso che
amore
siano quei tuoi occhi buoni
che non osano guardarmi
e forse le tue mani bianche
che vorrebbero toccarmi.

Io non so che cos’è.
Ma potrebbe essere la voglia di truccarmi
e allo specchio
far le prove con gli sguardi.

Voglio spiegarti le mie paure
i miei sorrisi strani
accarezzarti quelle mani.

Io non so che cos’è.
Se non fa male
potrei anche provare
altrimenti mi potrei ritirare.

Fammi sognare un po’
se vuoi,
abbracciami pure
e parlami,
io mi perdo nella tua voce.

Io non so che cos’è.
potrebbe essere volare
e forse
trovare un po’ di pace.

Proseguo e concludo (lo giuro!) con l’ultimo saggio delle mie discutibili prove di poesia. Descrive lo stato d’animo ricorrente di quegli anni sfigatissimi, sospesi tra paura e speranza. Tantissimo tempo e una strada lunghissima mi separano ora da quella “stanza piena di nessuno”.

Le streghe
Ormai è cosa risaputa
che io ho paura
l’ho detto a questi fogli
l’ho confidato a qualche anima pura
si legge nei miei occhi
non è stata certo una mossa astuta.

Ma è che quando mi trovo
in questa stanza
piena di nessuno
arrivano mille streghe
nere
che vengono a fare raduno.

Allora chiudo gli occhi
ricordo una canzone
sento sorrisi
persone lontane
vedo un dopo
che non oso sperare
e un mare calmo
che si lascia attraversare.

Pubblicato da

Alessandra Versienti

Ho superato i quaranta, ma conservo intatti le insicurezze e i terrori dei vent’anni. Il che – giuro! – non è un vezzo per sentirmi più giovane. Ho una brillante (…) e multiforme carriera da precaria: dal 2001 mi occupo di comunicazione on line e come freelance curo progetti editoriali e scrivo testi per il web. Inoltre sono una Prof: insegno Lettere nei licei e negli istituti di istruzione secondaria. Infine, scrivo. Scrivo poesie, racconti e romanzi. Alcune mie poesie compaiono in antologie poetiche curate da editori italiani: “Poetando. L’uomo della notte” curato da Maurizio Costanzo, ed. Aliberti 2009, e “I versi della Leda”, edito da I Libri della Leda nel 2010. Nel 2015 ho pubblicato su Amazon, in formato Kindle, la mia raccolta poetica Margini. Antologia provvisoria di parole e mutevoli sensi. Oggi la silloge è disponibile anche in formato cartaceo su IlMioLibro.it. Dal novembre 2016 è disponibile su IlMioLibro.it anche la nuova raccolta in versi Sangue. 30 poesie. La raccolta è disponibile anche su Amazon, nel Kindle Store. Sono sposata con A., abbiamo due bambine e viviamo all togheter in una città che si affaccia sul mare, dove i tramonti tolgono il fiato. La bellezza e la gioia mi fanno balbettare.

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