Tutta teoria

ImageAccade che il trasferimento improvviso di una cara amica in un’altra città, la visita dei miei qui a casa, la stanchezza cronica e i progetti per il prossimo futuro provochino un po’ di sconvolgimento.

Le certezze vacillano. La mia serenità si rivela una bolla di sapone. La mia forza interiore è tutta teoria. Una candela che si squaglia al primo sole che, seppur timido, scalda il cuore inaspettatamente e smuove allegro l’insieme a pois dei miei pensieri.

Come una stanza polverosa che s’apre improvvisa alla luce del giorno, la mia anima s’accende, sollevando vecchi odori e bizzarre particelle di passato remoto. Un’improvvisa ventata d’estate afosa scardina le atmosfere settembrine e mi espone al vento umido di scirocco. Impone una sosta, a volte dolente, dinanzi al cuore e alle presunte verità.

Alla mia amica riesco appena a dire che mi mancherà il suo affetto e la sua rara sincerità. Che ho consolato lei per far coraggio a me. Le confesso che è tutto un bluff la mia maturità, che ho mille incertezze e proprio nessuna sicurezza.

Tutta teoria anche la tanto sbandierata accettazione delle cose della vita. La vedo infrangersi davanti alla fatica della vecchiaia che s’accompagna a mamma e papà. Guardo sfilare la quotidiana pratica della malattia, le malsane consuetudini, le giornate implacabili e feroci.

Scopro che il più delle volte non ce la posso fare. Che il mio impegno di brava scolara diligente non basta. Che la brava figlia tanto brava figlia non è: nutre sentimenti di rabbia e frustrazione, di insofferenza e impazienza e non sa se prendersela con qualcosa o qualcuno.

Provo ad esaminare in controluce il mio agire e non so neppure più se gioco in attacco o in difesa. Se scelgo con coraggio o con timore. Se vado avanti o giro intorno (e se poi vado indietro?). Se viaggio leggera o se il carico è eccessivo e mi tocca pagare una tassa.

Ci si mette pure l’incompiutezza della mia vecchia gioventù, con imprevisti strascichi di ribellione, a smuovere lo status quo. Fa capolino un filo d’ambizione. S’affaccia quel po’ di insoddisfazione. Non manca il disincanto. Lega il tutto una consapevolezza amara e dolce.

La teoria si scontra con la pratica, dunque. Si scioglie in un liquido denso che ribolle di inattesi volti dell’amore, giunti vocianti e festosi a bruciare le vane vestigia delle mie convinzioni. E non c’è niente da ridere, miseriaccia.

Pubblicato da

Alessandra Versienti

Ho superato i quaranta, ma conservo intatti le insicurezze e i terrori dei vent’anni. Il che – giuro! – non è un vezzo per sentirmi più giovane. Ho una brillante (…) e multiforme carriera da precaria: dal 2001 mi occupo di comunicazione on line e come freelance curo progetti editoriali e scrivo testi per il web. Inoltre sono una Prof: insegno Lettere nei licei e negli istituti di istruzione secondaria. Infine, scrivo. Scrivo poesie, racconti e romanzi. Alcune mie poesie compaiono in antologie poetiche curate da editori italiani: “Poetando. L’uomo della notte” curato da Maurizio Costanzo, ed. Aliberti 2009, e “I versi della Leda”, edito da I Libri della Leda nel 2010. Nel 2015 ho pubblicato su Amazon, in formato Kindle, la mia raccolta poetica Margini. Antologia provvisoria di parole e mutevoli sensi. Oggi la silloge è disponibile anche in formato cartaceo su IlMioLibro.it. Dal novembre 2016 è disponibile su IlMioLibro.it anche la nuova raccolta in versi Sangue. 30 poesie. La raccolta è disponibile anche su Amazon, nel Kindle Store. Sono sposata con A., abbiamo due bambine e viviamo all togheter in una città che si affaccia sul mare, dove i tramonti tolgono il fiato. La bellezza e la gioia mi fanno balbettare.

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