L’occhio della tata

ImageNon manca mai il momento della giornata in cui sento, vigile e severo, l’occhio della Tata su di me.

Forse è un meccanismo di autoregolamentazione che mi mette al riparo da errori madornali e irreparabili.

Forse la figura della Tata funge da supplente per le due nonne lontane centinaia di chilometri.

Forse non è altro che lei – e Nessun Altro – che veglia su di noi, su questa famigliola, e ha il potere sovrumano di dirigerne il destino quotidiano.

Degna nonna supplente, la Tata sa distribuire sapientemente dubbi, tarli e timori. Ma a differenza di una nonna reale, si riveste di un’aura d’autorità televisiva che la rende l’incontrastata divinità tutelare dei nostri pargoli. 
 
Chissà cosa pensa di me anche mentre porto Maria Sole al nido e mi dimentico di intonare una canzoncina per tenerla allegra. Sono sicura che inventerebbe una regola apposita per farmi tenere alto l’umore della truppa.

Penso a lei quando faccio la spesa di fretta al supermercato e non compro cibo biologico. E’ sempre lei che si affaccia alla mia mente quando per due giorni di seguito preparo la carne perché non ho comprato il pesce. O quando – fuggevolmente, giuro! – faccio assaggiare la Nutella o le patatine fritte a Maria Sole. 

Mi viene in mente lei quando faccio vedere i cartoni in DVD alla piccola di casa e io mi metto al lavoro al pc. S’accosta ai miei pensieri che marciano lungo i sentieri della realizzazione professionale, s’insinua nelle pieghe delle motivazioni e mette a dura prova le presunte competenze.

Del mio quotidiano essere mamma di certo la Tata vede altre mancanze, scopre magagne e cumuli di polvere che nemmeno la Silvana. Galleggia sulla scialuppa di salvataggio nella marea di stanchezza che mi vince, a momenti, e rimane a guardare. Perché ogni giorno danziamo un balletto infinito d’amore e gioia, di pensieri e desideri annebbiati, indistinti, scivolati.  

La Tata è tra noi anche la sera. Quando addormento Maria Sole nel lettone e la copro di baci e pernacchie e le sussurro che lei è la mia vita, la mia polpettina saporita, la mia dolcissima crostatina. Mentre annuso tra le pieghe del collo l’odore della pelle appena lavata o il suo sudore dolce, carezzo le guance lisce e paffute e i piedini cercano il calore della mia pancia.

Contravvengo certo alle normative europee e sarà necessario promuovere al più presto una moratoria contro le mamme imperfette come me. Ma – mi perdonerà almeno una delle tate – non ho altro da dire che questo: sono stupita, grata, ubriaca della meraviglia che è mia figlia.

Pubblicato da

Alessandra Versienti

Ho superato i quaranta, ma conservo intatti le insicurezze e i terrori dei vent’anni. Il che – giuro! – non è un vezzo per sentirmi più giovane. Ho una brillante (…) e multiforme carriera da precaria: dal 2001 mi occupo di comunicazione on line e come freelance curo progetti editoriali e scrivo testi per il web. Inoltre sono una Prof: insegno Lettere nei licei e negli istituti di istruzione secondaria. Infine, scrivo. Scrivo poesie, racconti e romanzi. Alcune mie poesie compaiono in antologie poetiche curate da editori italiani: “Poetando. L’uomo della notte” curato da Maurizio Costanzo, ed. Aliberti 2009, e “I versi della Leda”, edito da I Libri della Leda nel 2010. Nel 2015 ho pubblicato su Amazon, in formato Kindle, la mia raccolta poetica Margini. Antologia provvisoria di parole e mutevoli sensi. Oggi la silloge è disponibile anche in formato cartaceo su IlMioLibro.it. Dal novembre 2016 è disponibile su IlMioLibro.it anche la nuova raccolta in versi Sangue. 30 poesie. La raccolta è disponibile anche su Amazon, nel Kindle Store. Sono sposata con A., abbiamo due bambine e viviamo all togheter in una città che si affaccia sul mare, dove i tramonti tolgono il fiato. La bellezza e la gioia mi fanno balbettare.

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