Domestic Happiness

ImageSono affascinata da alcuni blog, per le immagini, i contenuti e per quello che ispirano. Alcuni fra questi sono così fashionable e trasudano tanto stile ed eleganza da rimanerne incantati. Come Domestic Goddess o Still LiFe With, per esempio.

Immagino sempre che chi scriva sia una giovane donna sofisticata, vestita con ampi pantaloni di taglio maschile e un candido maglione di cashmere a collo alto. Questa algida figura digita leggiadra sulla tastiera, le mani perfettamente curate, i lunghi e lisci capelli biondi, l’incarnato perfetto, senza ombra di brufoli e baffetti.

Noi non siamo certo gente così glamorous. Siamo più ruspanti, veraci e sicuramente curiamo meno i particolari, ahimè. Eppure viviamo una nostra intima, calda dimensione di Domestic Happiness.

Anche se ci sono giorni in cui siamo stanchi e nervosi. Ci trattiamo male. Ci evitiamo, a volte. Il lavandino perde. Il letto è ancora da rifare. La roba da stirare s’ammucchia sul divano. La pasta è scotta. Le tazze della colazione sono sbeccate. Compriamo quello che costa meno. Aspettiamo i saldi. 

Quanto a me,  non c’è verso che mi riescano le torte a strati. Sbaglio candeggio. Mi mangio le unghie. Ho un lavoro precario e ho paura del futuro. Mi tappo spesso le orecchie e bla-bla-bla. Mi rifugio nelle parole. Ho la cellulite. Odio depilarmi. 

Però.

Oltre il velo opaco del muco di Maria Sole e le allegre nubi di Clenil nebulizzato ci siamo solo noi tre. Anche quando fuori piove e c’è vento, quando è sera e Maria Sole cerca il mio abbraccio, quando Andrea dorme sul divano e gli dico di venire a letto, che è tardi. E so che non c’è nulla fuori posto, che ognuno dei tre gioca bene il suo ruolo e che il Mister ci riconferma tutti per la prossima stagione. 

Tutto gira e mi avvolge, mi risolleva e mi culla, mi canta la ninna, mi sazia. So che questa sensazione di pienezza e serenità, questa rotondità di pensieri, il sorriso del mio cuore è Felicità. E’ qui adesso con me, ha il volto di mia figlia, l’amore di mio marito. La chiamo Happiness per scaramanzia, sottovoce, per gioco, perché non voli via.

Pubblicato da

Alessandra Versienti

Ho superato i quaranta, ma conservo intatti le insicurezze e i terrori dei vent’anni. Il che – giuro! – non è un vezzo per sentirmi più giovane.
Ho una brillante (…) e multiforme carriera da precaria: dal 2001 mi occupo di comunicazione on line e come freelance curo progetti editoriali e scrivo testi per il web. Inoltre sono una Prof: insegno Lettere nei licei e negli istituti di istruzione secondaria.
Infine, scrivo.
Scrivo poesie, racconti e romanzi.
Alcune mie poesie compaiono in antologie poetiche curate da editori italiani: “Poetando. L’uomo della notte” curato da Maurizio Costanzo, ed. Aliberti 2009, e “I versi della Leda”, edito da I Libri della Leda nel 2010. Nel 2015 ho pubblicato su Amazon, in formato Kindle, la mia raccolta poetica Margini. Antologia provvisoria di parole e mutevoli sensi. Oggi la silloge è disponibile anche in formato cartaceo su IlMioLibro.it.
Dal novembre 2016 è disponibile su IlMioLibro.it anche la nuova raccolta in versi Sangue. 30 poesie. La raccolta è disponibile anche su Amazon, nel Kindle Store.
Sono sposata con A., abbiamo due bambine e viviamo all togheter in una città che si affaccia sul mare, dove i tramonti tolgono il fiato. La bellezza e la gioia mi fanno balbettare.

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