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ImageTra poche settimane sarò senza lavoro. Un ragionevole avviso pare possa bastare per assorbire l’mpatto della notizia con gli effetti e le conseguenze del caso. Tra questi – forse, magari! – trovare un nuovo lavoro.

Non è così semplice, in realtà. Non bastano due mesi per tutto questo. Ho creduto moltissimo in quello che ho fatto finora, ci ho messo passione, tempo, convinzione (e non solo io, ma tutti i miei colleghi). Non è semplice anche perché si chiude con risultati e numeri sorprendenti, però gli investitori sono in fuga, così la passione e l’entusiasmo non bastano più.

Comunque. 

Guardo avanti. Progetto, spero. Mi dico che è il momento di fare quello che mi piace davvero. Mi dico quello che ho detto e direi ancora ad amiche e persone nelle mie stesse condizioni: ci vogliono motivazione, ottimismo, fiducia nelle proprie capacità, autostima.

Vabbé.

Il mio Alter Ego ci aveva visto giusto. Io non gli ho dato ascolto e lui è migrato verso altri lidi, dove può parlare a ruota libera e trovare chi lo ascolta. Io invece vado a fasi alterne. Ci sono momenti di grande, algida calma e profonda saggezza, manco avessi vissuto gli ultimi 7 anni in Tibet. Altri in cui sono euforica in maniera a dir poco inquietante e altri di sconforto, delusione, rabbia e paura. Per farla breve, ci sono giorni in cui Andrea, prima di entrare in casa, si assicura che io sia legata al guinzaglio e che non sia pericolosa.

Ovvio che mi interrogo sul mio futuro professionale. Un futuro già incerto di per sé, su cui grava il fatto che sono una donna di 36 anni, che ho una bambina e sono pericolosamente in età fertile. Pericolo! Pericolo! 

Voglio credere –  e intimamente ne sono convinta – che ci saranno tante belle novità e che tutto questo si rivelerà una meravigliosa avventura. Molte cose cambieranno, ne sono sicura. Il mio naso, per esempio.

La scorsa settimana l’otorino mi ha diagnosticato il setto deviato e una serie di altri problemi su cui ora non mi dilungo. Il punto è che apnee notturne, fiato corto, mal di testa e tachicardia potrebbero risolversi con un intervento. Mi fa piacere sapere che c’è una soluzione reale, concreta. Ma io ho vissuto gli ultimi venti anni della mia vita convinta di essere una personcina ipersensibile, preda di disturbi ansiosi e di conseguenti paure e annessi timori e su questo ho costruito un’intera dimensione poetica e narrativa(!). Ora scopro che il merito di tutto questo è di una cartilagine che a breve verrà buttata via senza tanti complimenti. Non è carino, no?

Intanto sto leggendo Donne che corrono coi lupi. Metti che la Donna Selvaggia che è in me trovi finalmente lo spazio che merita: allora si che non ci sarà più trippa pe’ gatti!

Pubblicato da

Alessandra Versienti

Ho superato i quaranta, ma conservo intatti le insicurezze e i terrori dei vent’anni. Il che – giuro! – non è un vezzo per sentirmi più giovane. Ho una brillante (…) e multiforme carriera da precaria: dal 2001 mi occupo di comunicazione on line e come freelance curo progetti editoriali e scrivo testi per il web. Inoltre sono una Prof: insegno Lettere nei licei e negli istituti di istruzione secondaria. Infine, scrivo. Scrivo poesie, racconti e romanzi. Alcune mie poesie compaiono in antologie poetiche curate da editori italiani: “Poetando. L’uomo della notte” curato da Maurizio Costanzo, ed. Aliberti 2009, e “I versi della Leda”, edito da I Libri della Leda nel 2010. Nel 2015 ho pubblicato su Amazon, in formato Kindle, la mia raccolta poetica Margini. Antologia provvisoria di parole e mutevoli sensi. Oggi la silloge è disponibile anche in formato cartaceo su IlMioLibro.it. Dal novembre 2016 è disponibile su IlMioLibro.it anche la nuova raccolta in versi Sangue. 30 poesie. La raccolta è disponibile anche su Amazon, nel Kindle Store. Sono sposata con A., abbiamo due bambine e viviamo all togheter in una città che si affaccia sul mare, dove i tramonti tolgono il fiato. La bellezza e la gioia mi fanno balbettare.

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