Precaria si, ma non imbecille

Appena ho appreso la ferale notizia ho cominciato a cercare un nuovo lavoro. Non spreco nemmeno parole per dire quanto sia difficile. Lo è. Punto. E se non ci fosse da piangere ci sarebbe tragicamente da ridere.

Come nel caso dei piacevoli scambi di e-mail tra me e alcuni gestori-autori di blog networks. Ne riporto alcuni stralci, per puro spirito di cronaca, anche a beneficio di chi mi scrive per chiedermi consigli per intraprendere una “carriera dinamica” come la mia (a-ah!) e “inserirsi da subito attivamente nel settore della comunicazione multimediale e giornalismo”. (ari-a-ah!).

Ad un annuncio che inizia così: “Cerchiamo te! Sei un blogger? Cerchiamo persone appassionate e affidabili, sempre aggiornate su quello che succede nel settore di cui vogliono scrivere…” chi ama scrivere e crede nell’enorme potenziale di Internet risponde subito, entusiasta. No?

Io ho un problema con l’entusiasmo, purtroppo. E un altro con la fiducia nel web e nelle professioni della comunicazione. Lo ammetto. Per fortuna il mio entusiasmo ha un limite. Sono precaria si, ma non imbecille. Così a una proposta indecente riesco a rispondere con un po’ di senso dell’umorismo.

Esempio 1 . In questo caso il dialogo via email è stato brevissimo e la contrattazione si è conclusa in un fiat:
Offerta della società XYZ:
“….Quello che offriamo, dal momento che si tratta di magazine nuovi, è una ricompensa pari a 1 € netto a post pubblicato, con l’impegno da parte dell’articolista di redarre un minimo di 20 articoli al mese, per ogni magazine su cui decide di collaborare, che siano originali e in linea con le tematiche del magazine stesso. Ti prego di farci sapere se la cosa ti interessa oppure no.”
Risposta:
Direi proprio di no!

Esempio 2. Questa volta le email sono state diverse, molti i complimenti, euforici i toni. In breve siamo passati a darci del tu fino alla presentazione di una bozza di contratto, di cui riporto solo una parte tra quelle degne di nota (la versione estesa del contratto fa bella mostra di sé sulla bacheca davanti alla mia scrivania):
Offerta della società LaQualunque.it:
“…La società LaQualunque.it riconoscerà al blogger l’importo di € 5,00 (CINQUE) lordi per ciascun post, con il limite minimo di 26 (VENTISEI) post mensili. Pertanto, nel caso in cui il blogger pubblichi 40 (QUARANTA) post in ciascun mese, la società gli corrisponderà la somma complessiva di 200,00 (DUECENTO) € lordi, fermo restando il raggiungimento degli obiettivi di traffico mensili previsti. Il riconoscimento del compenso è condizionato all’accesso al blog assegnato al blogger di almeno 50.000 (CINQUANTAMILA) visitatori unici nell’arco del medesimo mese di riferimento…Nel caso non fosse raggiunto il quantitativo minimo di 6000 (SEIMILA) visitatori unici mensili, nessuna somma sarà riconosciuta al blogger. “

Risposta:
Buongiorno XXX,
su una cosa hai sicuramente ragione: ho un forte senso dell’umorismo! E’ grazie a questa mia indiscutibile qualità che ho trovato esilaranti le condizioni poste nel contratto. Hanno scatenato la ridarella (e qualche perplessità) anche dei miei amici durante la cena di sabato. 
 
Dopo la lettura pubblica del contratto, Antonio (37 anni, web master) mi ha chiesto, turbato, cosa avessi fatto di così brutto da meritarmi questo, mentre Dino (35 anni, idraulico) si è fatto una lunga risata e poi ci ha bevuto su. Laura (33 anni, estetista) invece mi ha fatto notare che lei con 5,00 € non ci paga nemmeno un’ora alla babysitter e meno che mai alla signora delle pulizie.
 
Per concludere, mi preme farti notare che lavoro nel magnifico, esaltante (!) mondo del web da un numero di anni tale da ritenere azzardati i numeri che intendete raggiungere e ridicoli – se non vergognosi – i compensi che proponete. Tuttavia, devo ringraziarti per questo scambio di e-mail: l’ho trovato molto istruttivo, anche se per certi versi molto deprimente.

Ti auguro buon lavoro e almeno un milione di utenti,
Alessandra

Sempre per dovere di cronaca tengo ad informare gli aspiranti blogger & affini che ci sono fasce di compenso intermedie: alcuni blog network pagano anche 3,00€! Non è dato di sapere se siano lordi o netti.

Io non ci sto. Penso ancora e sempre che le parole e i contenuti siano importanti. Sono convinta che internet possa valorizzarli, nutrili e farli prosperare. E non, semplicemente, moltiplicarli in un meccanismo sterile. Così alle parole si impedisce di portare i loro frutti più preziosi: renderci consapevoli e partecipi.

Pubblicato da

Alessandra Versienti

Ho superato i quaranta, ma conservo intatti le insicurezze e i terrori dei vent’anni. Il che – giuro! – non è un vezzo per sentirmi più giovane. Ho una brillante (…) e multiforme carriera da precaria: dal 2001 mi occupo di comunicazione on line e come freelance curo progetti editoriali e scrivo testi per il web. Inoltre sono una Prof: insegno Lettere nei licei e negli istituti di istruzione secondaria. Infine, scrivo. Scrivo poesie, racconti e romanzi. Alcune mie poesie compaiono in antologie poetiche curate da editori italiani: “Poetando. L’uomo della notte” curato da Maurizio Costanzo, ed. Aliberti 2009, e “I versi della Leda”, edito da I Libri della Leda nel 2010. Nel 2015 ho pubblicato su Amazon, in formato Kindle, la mia raccolta poetica Margini. Antologia provvisoria di parole e mutevoli sensi. Oggi la silloge è disponibile anche in formato cartaceo su IlMioLibro.it. Dal novembre 2016 è disponibile su IlMioLibro.it anche la nuova raccolta in versi Sangue. 30 poesie. La raccolta è disponibile anche su Amazon, nel Kindle Store. Sono sposata con A., abbiamo due bambine e viviamo all togheter in una città che si affaccia sul mare, dove i tramonti tolgono il fiato. La bellezza e la gioia mi fanno balbettare.

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