Punto, anzi punto e virgola

ImageNon sono un gran dormigliona. Se dormo pure meno del solito ne esco devastata. Già sono uno straccetto di mio. Immaginare il risultato di poche ore di sonno è facile, dunque.
Così, come la notte appena trascorsa, mi capita di svegliarmi e non riaddormentarmi più. E’ che qualche giorno fa mi sono messa in testa di fare il punto della situazione. Poi però mi sono bloccata.

Ho preso carta e penna, anzi penne di colore diverso, la blu e la rossa. Uso la rossa per tutto quello che è urgente. Sottolineo e faccio i cerchi attorno alle cose che avrei dovuto portare a termine già ieri.

Sono brava con le to-do-list. Sono una schiappa con il to do. Mi mette ansia. Per esempio, il fatto di essere già al 21 gennaio mi mette ansia. Ma come, siamo già a questo punto dell’anno?! E che d’è?



Questa volta la lista non l’ho compilata. Mi sono impallata, come nel sette e mezzo. Così mi sveglio in piena notte e addio. I pensieri notturni sono i peggiori. Non ci sono piatti da lavare, lavatrici da stendere, articoli da scrivere, il telefono che squilla, skype che mi reclama,il ragù che cuoce, il letto da rifare. Tutto tace, tranne la mia mente.

Che parte, furba, da lontano: dovrei fare un po’ di ginnastica per ridarmi un tono, forse cambio taglio di capelli che agli occhiali ho già provveduto, potrei provare la ricetta di quella torta salata o decidermi per l’epilazione definitiva. Ma è un attimo e già sono in confusione, alle prese con dilemmi e pensieri di ben altra portata.

Argh. Vorrei un altro bambino. Vorrei essere più semplice. Vorrei sorridere di più. Vorrei tutti più vicini. Vorrei riuscire in quello che mi propongo. Vorrei andare in un altro posto. Vorrei essere diversa. Vorrei riuscire a scrivere di più delle due frasi di inizio del mio romanzo. 


Sono “vorrei” che, tutti insieme – ma proprio tutti, come una forza invincibile e oscura – mi danno un pugno nello stomaco grosso così e mi tengono a terra e mi vincono. 

Strano, penso, desiderare tutto questo e non riuscire a fare nemmeno un passo in avanti. Cosa aspetti, mi chiedo. Forse è perché tutti facciamo fatica ad uscire dal ciclo quotidiano delle abitudini mentali. Sono rassicuranti.

Anche se nocive. Velenose, capaci di infettare i migliori pensieri mai formulati nella testa o l’atmosfera più azzeccata che c’è, quello stato di grazia e consapevolezza che potrebbe non tornare più.



Forse è solo il timore primitivo che tutto quello che desidero possa davvero avverarsi e non trovarmi pronta. Così ritorno a scrivere, nero su bianco, la mia to-do-list e invece del punto ci metto un punto e virgola. Non si sa mai.

Pubblicato da

Alessandra Versienti

Ho superato i quaranta, ma conservo intatti le insicurezze e i terrori dei vent’anni. Il che – giuro! – non è un vezzo per sentirmi più giovane.
Ho una brillante (…) e multiforme carriera da precaria: dal 2001 mi occupo di comunicazione on line e come freelance curo progetti editoriali e scrivo testi per il web. Inoltre sono una Prof: insegno Lettere nei licei e negli istituti di istruzione secondaria.
Infine, scrivo.
Scrivo poesie, racconti e romanzi.
Alcune mie poesie compaiono in antologie poetiche curate da editori italiani: “Poetando. L’uomo della notte” curato da Maurizio Costanzo, ed. Aliberti 2009, e “I versi della Leda”, edito da I Libri della Leda nel 2010. Nel 2015 ho pubblicato su Amazon, in formato Kindle, la mia raccolta poetica Margini. Antologia provvisoria di parole e mutevoli sensi. Oggi la silloge è disponibile anche in formato cartaceo su IlMioLibro.it.
Dal novembre 2016 è disponibile su IlMioLibro.it anche la nuova raccolta in versi Sangue. 30 poesie. La raccolta è disponibile anche su Amazon, nel Kindle Store.
Sono sposata con A., abbiamo due bambine e viviamo all togheter in una città che si affaccia sul mare, dove i tramonti tolgono il fiato. La bellezza e la gioia mi fanno balbettare.

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