Paura, eh?

ImageConfesso: ho avuto paura. Ma paura paura, eh. Mica roba da niente. In questo periodo sono molto stanca. Sento quel genere di stanchezza che genera brutti pensieri.

Ho l’umore sotterraneo, incastrato chissà dove tra bauli polverosi e vecchi materassi. Se si aggiungono settimane di febbre, tosse, influenze di varia origine e natura dei diversi membri della famiglia, allora il quadro è completo.

L’influenza, dunque. Prima Maria Sole, poi Andrea. Giorni e giorni in casa senza soluzione di continuità. Appunto mentale: quando raccontano che poi i bambini crescono e finalmente vanno a scuola, meglio non crederci. Perché a scuola i bimbi si ammalano e ritornano a stare a casa.

Comunque. Uno dei pomeriggi dell’influenza ho messo a letto Maria Sole per il pisolino e mi sono sdraiata accanto a lei, sperando che la tosse non la torturasse nel sonno e la lasciasse riposare almeno un po’. L’ho sperato anche per me, in realtà. “Ora chiudo gli occhi e mi addormento. Solo dieci minuti”, mi sono detta. E invece no.

Il cervello ha cominciato ad accelerare. Secondo appunto mentale: meglio spegnere il cervello quando si è ridotte uno straccio. E’ stato un momento e via, partita! Ho pensato in contemporanea al mio lavoro (precario manco a dirlo), alla Puglia (Puglia, oh mia Puglia!), al futuro incerto e gigantesco, a una lista interminabile di cose da fare mai depennate, al senso di solitudine che mi sovrasta e schiaccia le mie migliori intenzioni. Al desiderio a lungo cullato di un secondo bambino.

Mi sono vista da lì a qualche anno, definitivamente e disperatamente casalinga, con i fianchi sempre più larghi e il viso sfatto, a mangiar in piedi davanti alla cucina così si fa prima che dopo mi aspettano pavimenti, straccio per la polvere e ferro da stiro. E mi tocca andar a prendere i bambini a scuola e poi portarli in piscina o a danza o a chessoio.

Ho visto il mio fighissimo MacBook in uno stato di stand by ormai plurisecolare e tutti i miei sogni bruciati. Da un angolo usciva il fumo. C’era pure il mio romanzo, mai finito (chettelodicoafare) e steso ad asciugare con i panni lavati a 90° per cancellare anche lo sporco più sporco. Aiut!

Si dice che il panico sia una forma di difesa, una reazione ancestrale di fronte al pericolo e che non ha affatto una connotazione negativa. Anzi, serve ad essere pronti per un evento importante che potrebbe cambiarci. A volte per sempre. Spesso si veste di spirito di conservazione: è un monito a non perdere una parte vitale di sé, a non ignorarla. 


Allora quel desiderio mica tanto nascosto di una seconda maternità che è? Non è certo uno di quelle cose che si vorrebbero fare prima o poi, una volta nella vita. Che ne so, il parapendio, o un viaggio in India. Mi sembrava venisse dalla mia pancia e dal cuore, che fosse un buon segno. Una delle poche direttrici della mia vita: sempre scelte di pancia o di cuore, di più non so fare. Il panico non è contemplato tra le spinte che muovono certe scelte. Terzo appunto mentale: vietato pensare a un secondo figlio in certi frangenti.

Sono saltata giù dal letto e ho ripreso con disciplina e massima organizzazione gli impegni di quel pomeriggio, uno di quelli dell’influenza. Avevo un muso lungo fino a lì, che io non mi capisco proprio quando m’incarto in pensieri complicati, specie se viaggiano in gruppo. Si chiama loop, mi sa. Ma era paura, paura nera.

Pubblicato da

Alessandra Versienti

Ho superato i quaranta, ma conservo intatti le insicurezze e i terrori dei vent’anni. Il che – giuro! – non è un vezzo per sentirmi più giovane. Ho una brillante (…) e multiforme carriera da precaria: dal 2001 mi occupo di comunicazione on line e come freelance curo progetti editoriali e scrivo testi per il web. Inoltre sono una Prof: insegno Lettere nei licei e negli istituti di istruzione secondaria. Infine, scrivo. Scrivo poesie, racconti e romanzi. Alcune mie poesie compaiono in antologie poetiche curate da editori italiani: “Poetando. L’uomo della notte” curato da Maurizio Costanzo, ed. Aliberti 2009, e “I versi della Leda”, edito da I Libri della Leda nel 2010. Nel 2015 ho pubblicato su Amazon, in formato Kindle, la mia raccolta poetica Margini. Antologia provvisoria di parole e mutevoli sensi. Oggi la silloge è disponibile anche in formato cartaceo su IlMioLibro.it. Dal novembre 2016 è disponibile su IlMioLibro.it anche la nuova raccolta in versi Sangue. 30 poesie. La raccolta è disponibile anche su Amazon, nel Kindle Store. Sono sposata con A., abbiamo due bambine e viviamo all togheter in una città che si affaccia sul mare, dove i tramonti tolgono il fiato. La bellezza e la gioia mi fanno balbettare.

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