Viaggio d’istruzione

ImageMaggio, tempo di gite scolastiche. Di ritorno da una delle nostre incursioni romane, ci fermiamo in autogrill. Ci segue a ruota una scolaresca. Vocabolo decisamente démodé per un gruppo di adolescenti in gita scolastica. Tutte ragazze, età compresa tra i 15 e i 17 anni.

Noi della famigliola siamo in tenuta da viaggio: tuta e scarpe da ginnastica o jeans e maglietta, a scelta. In entrambi i casi la mise è corredata di briciole di biscotti e patatine. Stanchi, scarmigliati, spettinati scendiamo per una pausa caffè (i grandi) e cioccolata (la piccola).

Mio marito non si accorge – non subito, almeno – della torma di giovincelle strizzate in top, jeans a vita bassa, minigonne. Forse è sopraffatto dalla stanchezza del viaggio o da una digestione difficile, vai a sapere. Io e Maria Sole siamo impegnate nella scelta dei biscotti al cioccolato e le fanciulle sfilano nel tragitto verso la toilette, mostrando abbondanti porzioni di pelle nuda.

Sembrano pronte per una serata in discoteca, ma dal torpedone lì nel parcheggio scendono anche due insegnanti: donne anch’esse, intabarrate in trench lunghi al ginocchio e prigioniere di una messa in piega di acciaio inossidabile. Manco a dirlo, portano entrambe gli occhiali (vabbè che c’entra, ce li ho pure io).

Dunque le giovanette sono in viaggio di istruzione. A inizio di maggio. Non fa ‘sto gran caldo. C’è pure il vulcano vattelappesca che mette scompiglio nella già precaria situazione meteo e l’anticiclone delle Azzorre non è ancora arrivato. Se aggiungi pure l’aria condizionata del pullmann, mi dico: non prenderanno freddo ‘ste ragazze?

Un mal di pancia, il male ai reni tanto paventato dalle nonne? Il mal di gola lo escludo: portano tutte dei foulard al collo, grandi si ma non abbastanza da coprire il décolleté. Poi i jeans: sono così stretti che se non provocano una cistite sono sicuramente portatori sani di cellulite.

Cerco di non formulare pensieri da babbiona, che il “rischio anzianotti” in queste situazioni è sempre dietro l’angolo. Se una fanciulla di 15 anni ti chiama “signora” per cederti il passo è finita, così mi defilo nella zona prodotti tipici.

Però le osservo, è più forte di me. E mi pare sappiano esattamente cosa stiano comunicando con il loro aspetto. Emanano ormoni da tutti i pori e hanno uno sguardo consapevole, sicuramente più del mio: roba che a 37 anni suonati io mi sogno. Loro sono disinvolte e a loro agio, mentre la sottoscritta, con la felpa della tuta allacciata sui fianchi, sembra una foca all’Equatore.

Mi sorprende la varietà degli abbinamenti, ammiro il loro mix azzeccatissimo di colori e accessori. Il mio guardaroba è quasi monocolore e quando capisco che mi sta bene una cosa tendo a replicare quella mise all’infinito, per paura di sbagliare. 

Così, in fila alla cassa concludo tra me e me: alla loro età – e anche un bel po’ dopo, per la miseria! – ero un disastro: non sapevo mai cosa mettere, e se ci azzeccavo non sapevo poi come metterlo. Ecco: loro hanno tutta l’aria di saperlo benissimo.

Image

Pubblicato da

Alessandra Versienti

Ho superato i quaranta, ma conservo intatti le insicurezze e i terrori dei vent’anni. Il che – giuro! – non è un vezzo per sentirmi più giovane.
Ho una brillante (…) e multiforme carriera da precaria: dal 2001 mi occupo di comunicazione on line e come freelance curo progetti editoriali e scrivo testi per il web. Inoltre sono una Prof: insegno Lettere nei licei e negli istituti di istruzione secondaria.
Infine, scrivo.
Scrivo poesie, racconti e romanzi.
Alcune mie poesie compaiono in antologie poetiche curate da editori italiani: “Poetando. L’uomo della notte” curato da Maurizio Costanzo, ed. Aliberti 2009, e “I versi della Leda”, edito da I Libri della Leda nel 2010. Nel 2015 ho pubblicato su Amazon, in formato Kindle, la mia raccolta poetica Margini. Antologia provvisoria di parole e mutevoli sensi. Oggi la silloge è disponibile anche in formato cartaceo su IlMioLibro.it.
Dal novembre 2016 è disponibile su IlMioLibro.it anche la nuova raccolta in versi Sangue. 30 poesie. La raccolta è disponibile anche su Amazon, nel Kindle Store.
Sono sposata con A., abbiamo due bambine e viviamo all togheter in una città che si affaccia sul mare, dove i tramonti tolgono il fiato. La bellezza e la gioia mi fanno balbettare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *