Cosa farò da grande

Sarà che l’attesa fa proliferare i pensieri o che ormai mi sono arresa agli eventi che tra un po’ mi travolgeranno. Vai a sapere. Comunque penso un sacco: mi ritrovo in una specie di bolla creativa, meditativa e della memoria che sputa fuori ricordi e desideri lontanissimi.

Ora è la fase di quando da piccola pensavo a cosa avrei voluto fare da grande. Alla materna ero nel pieno del “voglio fare la ballerina” e con mia cugina sognavamo di diventare le Sorelle Kessler. Un po’ anacronistico per due bambine della fine degli anni ’70. E non solo non eravamo sorelle gemelle, ma non avevamo neppure il fisico. Poi sulle scene arrivò Heater Parisi e spazzò via quelle immagini in bianco e nero. Tutto cambiò e fu una vera rivelazione.

Lei era un tale concentrato di fatica, sudore, talento puro e simpatia che non potevamo non desiderare di essere come lei. E’ che quando c’era la Parisi in Tv ci zittivamo tutti e, a bocca aperta, guardavamo il suo balletto. Una tale novità, tutta quell’energia, da lasciare senza fiato. Per me la sua spaccata è rimasta una missione impossibile, mia sorella invece è quasi riuscita nell’impresa, seppur a sprezzo della vita.

Si lanciò nella replica di una spaccata laterale. Così, senza preavviso. E senza successo, of course. Ella portò a lungo i segni violacei dell’eroico gesto sulle cosce, ma vuoi mettere? Tengo a ricordare che fu sempre mia sorella a mandare in frantumi un lampadario della zia urlando e mimando il “Superman!” di Gioca Jouer. Per dire il tipo. Comunque.

A parte questo desiderio parallelo e segreto di calcare il palcoscenico, ho sempre amato sfogliare i libri e sentire l’odore della carta. Piccolina, facevo finta di scrivere, poi ho imparato abbastanza presto. E dal momento in cui ho cominciato a leggere non ho più smesso.

La lettura di Oriana Fallaci a 14 anni m’ha dato il colpo definitivo. Scrivere: questo volevo fare da grande. A spingermi nelle mie scelte di studio e di lavoro è sempre stato un desiderio quasi fisico di mettere nero su bianco le parole. Poi l’assioma “Le parole sono importanti” di Nanni Moretti (scoperto e amato fin dall’adolescenza) ha completato il quadro.

Quindi studi classici, matti e disperatissimi, laurea in Lettere Antiche, master e specializzazioni con l’idea fissa della scrittura, e lo sguardo sul mondo della comunicazione e dell’editoria. A un certo punto ho incontrato anche il web ed eccomi qua.

Ora: mi rendo conto che questo potrebbe non essere esattamente il momento giusto per ricordare il mio percorso professionale. Sono senza lo straccio di un contratto e non so cosa succederà quando il periodo di maternità sarà concluso. In ogni caso, non intendevo parlare di questo.
Pensavo invece a come la mia mancata carriera di ballerina (meh…) e quella di giornalista, editor e web writer siano unite da fattori comuni: l’impegno, lo studio, il sudore. E non ditemi (almeno voi della mia generazione) che non vi viene in mente la celebre Debbi Allen alias Lydia Grant, l’insegnante di danza di Saranno Famosi che ammoniva così i suoi allievi: “Voi fate sogni ambiziosi: successo, fama. Ma queste cose costano ed è esattamente qui che si incomincia a pagare. Con il sudore”.

Ecco: tempo, fatica e sudore per diventare la Parisi e tempo, fatica e sudore per laurearmi, specializzarmi, sognando di essere soddisfatta di me e orgogliosa di aver realizzato il mio sogno. Nonostante le delusioni, so che non riuscirei a pensarmi diversamente da quella che sono oggi. E ho ancora voglia di approfondire, di formarmi e imparare tutto quello che posso.

Sulla scia di questi pensieri, giorni fa ho chiesto a Maria Sole: “Cosa vuoi fare da grande?”. Mi ha risposto: “Io voglio un computer. Ma non quello di Carotina o di Hello Kitty: un computer vero. Così scrivo sempre, come te”. Mi sono gonfiata d’orgoglio e ho sorriso, forse insensatamente. E’ che ora sono sicura che mia figlia ama i libri e le parole, certo. Ma non sarebbe meglio indirizzarla verso interessi più redditizi, visti i tempi? Ehi: scherzo 🙂

Pubblicato da

Alessandra Versienti

Ho superato i quaranta, ma conservo intatti le insicurezze e i terrori dei vent’anni. Il che – giuro! – non è un vezzo per sentirmi più giovane.
Ho una brillante (…) e multiforme carriera da precaria: dal 2001 mi occupo di comunicazione on line e come freelance curo progetti editoriali e scrivo testi per il web. Inoltre sono una Prof: insegno Lettere nei licei e negli istituti di istruzione secondaria.
Infine, scrivo.
Scrivo poesie, racconti e romanzi.
Alcune mie poesie compaiono in antologie poetiche curate da editori italiani: “Poetando. L’uomo della notte” curato da Maurizio Costanzo, ed. Aliberti 2009, e “I versi della Leda”, edito da I Libri della Leda nel 2010. Nel 2015 ho pubblicato su Amazon, in formato Kindle, la mia raccolta poetica Margini. Antologia provvisoria di parole e mutevoli sensi. Oggi la silloge è disponibile anche in formato cartaceo su IlMioLibro.it.
Dal novembre 2016 è disponibile su IlMioLibro.it anche la nuova raccolta in versi Sangue. 30 poesie. La raccolta è disponibile anche su Amazon, nel Kindle Store.
Sono sposata con A., abbiamo due bambine e viviamo all togheter in una città che si affaccia sul mare, dove i tramonti tolgono il fiato. La bellezza e la gioia mi fanno balbettare.

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