Quante volte ti ho detto

altMa che giorno è? Mi capita di bere il caffè al mattino presto guardando per lunghi minuti il calendario sulla parete della cucina. Realizzo che è agosto inoltrato, che le prime due settimane di vacanza – quelle in Sardegna – sono volate, che siamo tornati e che siamo di nuovo in procinto di partire, questa volta per lu Salentu.

Sono alle prese con progetti, incombenze, decisioni e faccende di varia origine e natura. Guardo avanti e mi viene un po’ l’ansia, ma ho voglia di futuro. E di settembre. L’estate scardina e consuma certezze, equilibri e stati d’animo, forse a loro volta già poco stabili. Meh, non mi addentro in disquisizioni filosofiche. Anche perché mentre scrivo sono le sei e mezzo del mattino, ho appena preso il caffè, fuori di qui infuria la crisi mondiale e del doman non v’è certezza.

Per quanto mi sia sforzata di staccare la spina in vacanza, ho comunque preso appunti. Amo osservare il quotidiano, ascoltare conversazioni, cogliere il senso e il non senso nelle azioni e nei pensieri di ogni giorno. E’ questo che mi permette di guardare con ironia quello che accade attorno a me. E a me stessa, prima di tutto. Perché odio prendermi sul serio.

Per esempio: ho scoperto che ho collezionato una serie impressionante di “Quante volte ti ho detto”. Una quantità tale di inutili, sterili raccomandazioni che potrei competere per il titolo “mamma rompipalle” e vincerlo. Prima di elencarle, faccio già pubblica ammenda. E sorrido.

Così, mentre Maria Sole in vacanza era l’entusiasmo fatto persona, anzi bambina, io collezionavo le seguenti perle per la categoria “Quante volte ti ho detto”, sezione “Vacanze al mare”:

Niente bagno per ora, hai appena fatto colazione
Mettiamo la crema solare
Lasciati il cappellino
Niente bagno per ora, gioca con le formine
Niente bagno, cerchiamo le conchiglie?
Niente bagno, ho detto!
Niente bagno per ora, facciamo una passeggiata?
E va bene, ma bagnati prima le braccia, la nuca, la pancia
Stai qui, sulla riva
Stai qui, con la mamma
Stai qui, che l’acqua è più calda
Non schizzarmi!
Metti i braccioli
Tra un poco usciamo, ancora un minuto eh?
No, la tavoletta no!
Adesso basta, esci dall’acqua
Guardati le mani
Hai le labbra viola
Hai le mani che sono due spugne
Usciamo, ho detto!
Se non esci subito, domani niente mare
Stai tremando, asciugati bene bene
Mettiti bene bene al sole
Mangia i cracker!

Bevi il succo
Vuoi il panino?
Adesso rimani un pochino all’ombra
Non sporcarti di sabbia!
No, di nuovo! Sei tutta sporca di sabbia!

E poi ce ne sono altre, della sezione “Varie ed eventuali”:
Non sudare!
Non correre
Non ti sporcare, ti ho appena cambiata
Dammi la mano
Dai la mano a papà
Mangia tutto tutto
Se non mangi tutto se lo mangia papà
Non lo finisci? Dallo a papà
Adesso dormi
Se non dormi, domani niente mare
Se non dormi, stasera niente giro in bici
Se non dormi, niente cartoni
Adesso basta, ce ne stiamo andando
Ce ne stiamo andando, ciao!
Ho detto c-i-a-o!

Pubblicato da

Alessandra Versienti

Ho superato i quaranta, ma conservo intatti le insicurezze e i terrori dei vent’anni. Il che – giuro! – non è un vezzo per sentirmi più giovane. Ho una brillante (…) e multiforme carriera da precaria: dal 2001 mi occupo di comunicazione on line e come freelance curo progetti editoriali e scrivo testi per il web. Inoltre sono una Prof: insegno Lettere nei licei e negli istituti di istruzione secondaria. Infine, scrivo. Scrivo poesie, racconti e romanzi. Alcune mie poesie compaiono in antologie poetiche curate da editori italiani: “Poetando. L’uomo della notte” curato da Maurizio Costanzo, ed. Aliberti 2009, e “I versi della Leda”, edito da I Libri della Leda nel 2010. Nel 2015 ho pubblicato su Amazon, in formato Kindle, la mia raccolta poetica Margini. Antologia provvisoria di parole e mutevoli sensi. Oggi la silloge è disponibile anche in formato cartaceo su IlMioLibro.it. Dal novembre 2016 è disponibile su IlMioLibro.it anche la nuova raccolta in versi Sangue. 30 poesie. La raccolta è disponibile anche su Amazon, nel Kindle Store. Sono sposata con A., abbiamo due bambine e viviamo all togheter in una città che si affaccia sul mare, dove i tramonti tolgono il fiato. La bellezza e la gioia mi fanno balbettare.

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