La notte vola

“E vola, con quanto fiato in gola, il buio ti innamora, qualcuno ti consola, la notte vola…!”. Io la canto la notte, ‘sta canzone della Cuccarini. Perché di notte, spesso e volentieri, sono sveglia. Che ci posso fare? A me il buio mi innamora!

E’ un dato di fatto che per me la notte vola. Già dormo già poco di mio e ora che la piccola ha bisogno di me, le ore della notte passano “all’ombra di un respiro”, con risvegli a volte senza ritorno. E quando Andrea mi chiede “Hai dormito stanotte?”, io rispondo sempre: “Si, tutto sommato”, perché sommo le ore di sonno totali tra le 23 e le 7 del mattino. Del resto, è la somma che fa il totale, no?

La notte vola.

Nella luce soffusa del camera, mi parte subito la melodia, proprio come una sigla TV che scorre con le sue immagini familiari e la coreografia. Mi siedo sul letto e prendo in braccio Anna Lù, la osservo mentre istintivamente mi cerca, la stringo a me e ne assaporo la morbidezza e il profumo di latte. La rimetto nel lettino e mi assicuro che dorma di nuovo, dopo che si è rotolata più volte. Poi attraverso in volata il corridoio, plano in cucina, bevo un bicchiere d’acqua, vado in bagno, colgo la mia faccia allo specchio e mi faccio paura!

La notte vola.

In punta di piedi entro in camera di Maria Sole: la bacio sulle guance e la rimetto al centro del letto, che rischia sempre di cadere. Quindi ritorno a letto, le molle cigolano e impreco in silenzio, sento il respiro pesante di Andrea che ha occupato anche il mio lato, lo sposto a fatica, mi rimetto a letto, sistemo i cuscini, mi stendo, non dormo, prendo un libro dal comodino e se va bene mi addormento con gli occhiali, sennò mi tocca rimanere sveglia.

La notte vola.

Ci sono canzoni che entrano prepotenti nell’immaginario e nella memoria popolare e io con questa canzone della Cuccarini a volte vado in trip. Certo che, dato il tema “Sigle TV”, ci starebbe bene pure Cicale, della Parisi. Ma è che non cicale mica, il motivetto della Parisi, nel pieno della notte, dai.

Il testo recita pure “…notte sei mia, mordila la tua fantasia, non dormire aspettando domani…” e chi dorme?! Corro subito a morderla, ‘sta fantasia! Sono tentata pure di realizzare un costume adatto all’occasione. Una tutina super fasciante e dai colori fluo, altro che il mio pigiamino azzurro con i fiori! Farei un mix in stile Madonna di “Cercasi Susan Disperatamente”, con fiocchi e cotonatura spericolata per i capelli, bande di mèches bionde e make up nei toni del blu elettrico, tutto rigorosamente 80’s. Perché This is the Rhythm of the night, c’è poco da fare. Ma questa è un’altra canzone. Ops, volevo dire storia!

Pubblicato da

Alessandra Versienti

Ho superato i quaranta, ma conservo intatti le insicurezze e i terrori dei vent’anni. Il che – giuro! – non è un vezzo per sentirmi più giovane. Ho una brillante (…) e multiforme carriera da precaria: dal 2001 mi occupo di comunicazione on line e come freelance curo progetti editoriali e scrivo testi per il web. Inoltre sono una Prof: insegno Lettere nei licei e negli istituti di istruzione secondaria. Infine, scrivo. Scrivo poesie, racconti e romanzi. Alcune mie poesie compaiono in antologie poetiche curate da editori italiani: “Poetando. L’uomo della notte” curato da Maurizio Costanzo, ed. Aliberti 2009, e “I versi della Leda”, edito da I Libri della Leda nel 2010. Nel 2015 ho pubblicato su Amazon, in formato Kindle, la mia raccolta poetica Margini. Antologia provvisoria di parole e mutevoli sensi. Oggi la silloge è disponibile anche in formato cartaceo su IlMioLibro.it. Dal novembre 2016 è disponibile su IlMioLibro.it anche la nuova raccolta in versi Sangue. 30 poesie. La raccolta è disponibile anche su Amazon, nel Kindle Store. Sono sposata con A., abbiamo due bambine e viviamo all togheter in una città che si affaccia sul mare, dove i tramonti tolgono il fiato. La bellezza e la gioia mi fanno balbettare.

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