Noi Aerosol. Voi Aperol?

altDove diavolo è finita la mezza stagione? Fuori di qui il Generale Inverno avanza a grandi passi, sembra quasi di sentire il rumore dei suoi stivali sull’asfalto. Potrebbe scivolare a causa della pioggia che ci manda giù a secchiate!

Io ho quasi ultimato con gli armadi: ho tirato fuori piumini, maglioni, calze pesanti, sciarpe e affini. Tutto quello che serve. Anche i menù ormai virano decisamente verso piatti sostanziosi e caldi. Di là cuoce una minestra. Perché è proprio quando hai voglia di una minestra che ha inizio l’autunno che fa presto a vestirsi d’inverno.

Siamo raffreddati. L’aerosol troneggia orgoglioso sul ripiano alto della cucina. Sembra dire: “Lo so che non potete fare a meno di me!”. Quanto ha ragione! E’ servito poche settimane fa per Maria Sole, ora per Anna Luce. La piccola lecca il beccuccio dell’erogatore e il musetto si riempie di bollicine.

Sembra giovarle, insieme a tutte le cure del caso: lavaggi nasali frequenti, suppostina al bisogno, calduccio e aerosol, appunto. Nei minuti in cui lei si lascia mettere la mascherina davanti al faccino paffuto, la mia mente vaga e gioca con strane associazioni. Vago dall’aerosol all’Aperol.

Mi viene da pensare a un gruppetto di persone che esce da un ufficio e chiacchiera amabilmente con un Aperol. Non sono sicura che funzioni così, è tanto che non esco da un ufficio e mi fermo con i colleghi a prendere l’aperitivo. E’ passata un’era glaciale. Poi io l’Aperol l’ho bevuto una volta sola e per sbaglio, convinta che fosse una roba analcolica. L’ho buttato giù troppo in fretta per la sete che avevo. E’ che quel liquido arancione con i cubetti di ghiaccio mi sembrava uguale uguale a quell’analcolico che fa impazzire il mondo.

L’Aperol dicevo. Mi sa di qualcosa di così mondano! Forse perché l’evento più mondano che mi possa capitare tra capo e collo di questi tempi è fare la spesa. Può essere. Forse perché gli unici eventi cui posso partecipare sono quelli su Facebook. Può essere anche questo. Forse perché con questo tempaccio è un azzardo uscire con le bimbe – la piccola soprattutto – se proprio non è necessario. Ci sta pure questo.

Quando l’Aerosol ha finito di spruzzare la nebbiolina sul viso di Anna Luce, io la smetto di pensare all’Aperol. Apro una confezione di Olivolì, verso taralli e patatine su un piattino e chiamo a raccolta i grandi della casa: “Venite, facciamo l’Aperitivo!”. Non beviamo Aperol, ma facciamo l’Happy Hour, noi.

Pubblicato da

Alessandra Versienti

Ho superato i quaranta, ma conservo intatti le insicurezze e i terrori dei vent’anni. Il che – giuro! – non è un vezzo per sentirmi più giovane.
Ho una brillante (…) e multiforme carriera da precaria: dal 2001 mi occupo di comunicazione on line e come freelance curo progetti editoriali e scrivo testi per il web. Inoltre sono una Prof: insegno Lettere nei licei e negli istituti di istruzione secondaria.
Infine, scrivo.
Scrivo poesie, racconti e romanzi.
Alcune mie poesie compaiono in antologie poetiche curate da editori italiani: “Poetando. L’uomo della notte” curato da Maurizio Costanzo, ed. Aliberti 2009, e “I versi della Leda”, edito da I Libri della Leda nel 2010. Nel 2015 ho pubblicato su Amazon, in formato Kindle, la mia raccolta poetica Margini. Antologia provvisoria di parole e mutevoli sensi. Oggi la silloge è disponibile anche in formato cartaceo su IlMioLibro.it.
Dal novembre 2016 è disponibile su IlMioLibro.it anche la nuova raccolta in versi Sangue. 30 poesie. La raccolta è disponibile anche su Amazon, nel Kindle Store.
Sono sposata con A., abbiamo due bambine e viviamo all togheter in una città che si affaccia sul mare, dove i tramonti tolgono il fiato. La bellezza e la gioia mi fanno balbettare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *