Un mondo di cacca

Sono immersa in un mondo di cacca. E non è un raffinato giro di parole per dire quant’è brutto il mondo in cui viviamo. O meglio, potrebbe anche essere una metafora azzeccata per rappresentare la nostra comune realtà di esseri umani con un simbolo universalmente riconosciuto. Ma no, non lo è.

Fuor di metafora, parlo di cacca. Quella delle mie bimbe. Del resto, quando si hanno bimbi piccoli la cacca è un argomento ricorrente, è invece un deterrente per chi non ne ha, di bimbi piccoli. Insomma, avere figli è roba da stomaci forti, mica per schifiltosi. Se aggiungiamo caccole di varia provenienza e considerevoli quantità di vomito, allora i deterrenti abbondano. Non c’è che dire.

Ma torniamo al punto. A chi era impaziente di sapere se Anna Luce avesse iniziato o no lo svezzamento dico si, la piccola mangia la pappa. Per ora si gusta una volta al giorno uno di quei papponi completi un po’ di tutto. A merenda un po’ di frutta fresca, un biscottino, niente di più. Ma abbiamo già detto addio alla cacchina dorata, leggermente acidula e quasi inodore tipica del lattante.

Siamo ben oltre. Da quando la piccola ha iniziato ad apprezzare nuovi sapori e nuove consistenze, ora ci inonda generosamente di nuovi odori, ci apre nuovi orizzonti. Roba che se siamo in giro, in qualche luogo chiuso, tocca correre a cambiarla, e subito!

Maria Sole invece è nella fase in cui le parole, i suoni e i prodotti della famiglia “cacca & affini” la divertono tantissimo. Quasi la rendono orgogliosa. Vuoi mettere la soddisfazione nel pronunciare ad alta voce, riempiendosi la bocca, parole come cacca e scoreggia? Certo non fanno lo stesso effetto deiezione e flatulenza!

So che tra i suoi amichetti di scuola i termini della famiglia della cacca sono molto apprezzati e utilizzati senza far differenza per scherzare o per fare un dispetto. Pare che una delle offese peggiori sia “Cacca molla!”, cui Maria Sole ama ribattere con un “Cacca secca!”. Si scompiscia e si rotola tutta nell’effetto che le fanno queste parole.

Ellosò, non è un argomento elevato, questo. Ma è liberatorio parlarne, è un po’ il sudombelico del mondo e nessuno può dire di non averci a che fare. In senso letterale o metaforico, la cacca si abbina a un certo stato di cose, personali e non. Rende l’idea, più di tanti giri di parole. Perché questo è un mondo di BIIIIP. Ops! Volevo dire “di…fficile”!

P.S.
A questo proposito, trovo deliziosa e divertente la Canzone della Cacca, di Roberto Piumini e Giovanni Caviezel. Non trovate irresistibile il coretto dei bimbi che cantano “Forse forse forse è la mia cacca”?

Pubblicato da

Alessandra Versienti

Ho superato i quaranta, ma conservo intatti le insicurezze e i terrori dei vent’anni. Il che – giuro! – non è un vezzo per sentirmi più giovane.
Ho una brillante (…) e multiforme carriera da precaria: dal 2001 mi occupo di comunicazione on line e come freelance curo progetti editoriali e scrivo testi per il web. Inoltre sono una Prof: insegno Lettere nei licei e negli istituti di istruzione secondaria.
Infine, scrivo.
Scrivo poesie, racconti e romanzi.
Alcune mie poesie compaiono in antologie poetiche curate da editori italiani: “Poetando. L’uomo della notte” curato da Maurizio Costanzo, ed. Aliberti 2009, e “I versi della Leda”, edito da I Libri della Leda nel 2010. Nel 2015 ho pubblicato su Amazon, in formato Kindle, la mia raccolta poetica Margini. Antologia provvisoria di parole e mutevoli sensi. Oggi la silloge è disponibile anche in formato cartaceo su IlMioLibro.it.
Dal novembre 2016 è disponibile su IlMioLibro.it anche la nuova raccolta in versi Sangue. 30 poesie. La raccolta è disponibile anche su Amazon, nel Kindle Store.
Sono sposata con A., abbiamo due bambine e viviamo all togheter in una città che si affaccia sul mare, dove i tramonti tolgono il fiato. La bellezza e la gioia mi fanno balbettare.

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