Prima o poi passa (prisencolinensinainciusol)

Una cosa ho capito da quando sono diventata grande: tutto passa, prima o poi. E’ solo questione di tempo. Passano la paura, il timore, la delusione, la stanchezza. Arriva sempre un momento in cui ti accorgi che tutto è lontano e dimenticato.

Passano anche le cose belle, si, ma sono quelle brutte a farci paura e a bloccarci. L’insicurezza, i timori, l’ansia impongono limiti che ci costringono, soffocano e feriscono. Eppure basta ricordare che passano, prima o poi.

Quando la paura o anche solo la stanchezza tentano di sopraffarmi mi ripeto come un mantra “Prima o poi passa”. Non è però una resa, un’attesa passiva. Ho imparato quali sono i miei punti deboli e quali invece la mia forza, so dove e quando spendere le mie energie per lottare, migliorarmi, realizzare i miei sogni. E ora che sono grande so anche quando tocca semplicemente aspettare.

Oh, non è che ora il suddetto mantra è un segno di saggezza o, peggio, di vecchiaia. Mica per niente! E’ solo una mia strategia very easy per affrontare i momentacci. Nient’altro. Per esempio, sono così stanca e sfibrata in questo periodo, che la stanchezza mi sembra dura e resistente come l’acciaio inossidabile. E la mancanza di tempo, poi: mi sembra un muro che mi si para davanti, ovunque mi giri. E che palle.

Tutte le mie energie sono per le mie bimbe, per la mia famiglia e per il resto faccio come posso. Però so che tutto quello che è negativo passa, prima o poi. Passa anche lo scazzo, l’insofferenza, l’impazienza. A volte li faccio passare anche subito, lo decido hic et nunc. Non sono mica tenera io! Le mie bimbe sono piccole adesso e non voglio perdere anche solo un secondo lamentandomi di quanto sono stanca o quanto è difficile, non voglio affannarmi nel compatirmi.

Così se ho paura, se la fatica mi annebbia gli occhi e la percezione del futuro, se l’incertezza per il lavoro ammazza come il flit sogni di gloria e ingenue speranze, coltivo la serena certezza che questo prima o poi passa.

Bah, forse sto sul filosofico andante, o forse è un perfetto momento zen ma ancora non lo so. Sarà che tutti i nodi vengono al pettine o che anche l’occhio vuole la sua parte, chi lo sa. O forse è solo tutto così difficile da dire e da spiegare che mi sa che sto più sul prisencolinensinainciusol. Ol rait!

Pubblicato da

Alessandra Versienti

Ho superato i quaranta, ma conservo intatti le insicurezze e i terrori dei vent’anni. Il che – giuro! – non è un vezzo per sentirmi più giovane. Ho una brillante (…) e multiforme carriera da precaria: dal 2001 mi occupo di comunicazione on line e come freelance curo progetti editoriali e scrivo testi per il web. Inoltre sono una Prof: insegno Lettere nei licei e negli istituti di istruzione secondaria. Infine, scrivo. Scrivo poesie, racconti e romanzi. Alcune mie poesie compaiono in antologie poetiche curate da editori italiani: “Poetando. L’uomo della notte” curato da Maurizio Costanzo, ed. Aliberti 2009, e “I versi della Leda”, edito da I Libri della Leda nel 2010. Nel 2015 ho pubblicato su Amazon, in formato Kindle, la mia raccolta poetica Margini. Antologia provvisoria di parole e mutevoli sensi. Oggi la silloge è disponibile anche in formato cartaceo su IlMioLibro.it. Dal novembre 2016 è disponibile su IlMioLibro.it anche la nuova raccolta in versi Sangue. 30 poesie. La raccolta è disponibile anche su Amazon, nel Kindle Store. Sono sposata con A., abbiamo due bambine e viviamo all togheter in una città che si affaccia sul mare, dove i tramonti tolgono il fiato. La bellezza e la gioia mi fanno balbettare.

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