Il Natale quando arriva arriva!

A me il Natale piace un mese prima. Mi piace anche due mesi prima. Mi piace cullarmi nell’idea che arriverà e crogiolarmi nell’attesa, tanto che accenderei una candelina per cantare “insieme a voi in magica armonia”, come nello spot della Coca Cola di quando eravamo bambini.

“Che bello, arriva Natale!”, mi dico verso ottobre e intanto nei supermercati fanno capolino torroni, panettoni e pandori. Si accende quasi un interruttore della memoria e zac! si attivano i ricordi dell’infanzia, le serate dai nonni, la tombola con i cugini, le partite a carte e la conta degli spiccioli vinti al gioco. Una dolce, rassicurante, familiare sensazione di affetto, di calore, di amore mi pervade. Divento più buona e una serie di buoni propositi e lodevoli intenzioni mi si affacciano alla mente. E al cuore, soprattutto.

Quando poi arriva Natale io ne ho piene le tasche. E il Natale quando arriva arriva, non si scappa! A due settimane dal cenone io ho già fatto indigestione: di luci, regali, addobbi e buonismo. Forse vedo con gli occhi da adulta la nuda tristezza che gira intorno a me. A scelta alterno scoramento, ansia, tristezza, isteria e scollamento dalla realtà.

Le canzoncine natalizie belano nei negozi, suonano lacrimevoli e quasi chiedono pietà. Le luci intermittenti sono un inganno micidiale, i regali ormai sono una forma di perfidia e urlano vendetta. Gli auguri alle persone care e lontane rasentano picchi da tv del dolore. I pranzi e le cene sono forme di moderne tortura collettiva. E dai, basta!

La verità è che mi mancano mamma e papà, che la mia famiglia vive in posti troppo lontani per poter passare Natale tutti insieme. Gli amici pure, quanto mi mancano! Mi manca la mia campagna d’inverno, la legna che arde nelle case e il profilo familiare del mio paese, con il suo odore di cose buone. La verità è che sto qua e vorrei stare là, che vorrei tuffarmi nell’orrida atmosfera del Merry Christmas con gli amici più cari, con quelle persone che sanno com’ero e mi vogliono bene lo stesso e ancora.

La verità è che anche per questo Natale sarò in apnea affettiva e fino alla fine delle feste sarò impegnata a raccogliere tutti i pezzi del mio cuore per finire il mosaico solo a febbraio. La verità, e lo so ci mancherebbe!, è che il Natale ha già tutto il suo mistico, profondo senso con Andrea, Maria Sole e Anna Luce e non ho bisogno di altro. Ma se posso esprimere un desiderio – posso, per la miseria?! – è che vorrei regalare i sorrisi luminosi delle mie bimbe a tutte le persone che amo. Da vicino però, mica tanto per dire.

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Alessandra Versienti

Ho superato i quaranta, ma conservo intatti le insicurezze e i terrori dei vent’anni. Il che – giuro! – non è un vezzo per sentirmi più giovane. Ho una brillante (…) e multiforme carriera da precaria: dal 2001 mi occupo di comunicazione on line e come freelance curo progetti editoriali e scrivo testi per il web. Inoltre sono una Prof: insegno Lettere nei licei e negli istituti di istruzione secondaria. Infine, scrivo. Scrivo poesie, racconti e romanzi. Alcune mie poesie compaiono in antologie poetiche curate da editori italiani: “Poetando. L’uomo della notte” curato da Maurizio Costanzo, ed. Aliberti 2009, e “I versi della Leda”, edito da I Libri della Leda nel 2010. Nel 2015 ho pubblicato su Amazon, in formato Kindle, la mia raccolta poetica Margini. Antologia provvisoria di parole e mutevoli sensi. Oggi la silloge è disponibile anche in formato cartaceo su IlMioLibro.it. Dal novembre 2016 è disponibile su IlMioLibro.it anche la nuova raccolta in versi Sangue. 30 poesie. La raccolta è disponibile anche su Amazon, nel Kindle Store. Sono sposata con A., abbiamo due bambine e viviamo all togheter in una città che si affaccia sul mare, dove i tramonti tolgono il fiato. La bellezza e la gioia mi fanno balbettare.

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