Sono nazionalpopolare

Gianni MorandiQuesto potrebbe essere un post ispirato al Festival di Sanremo, se solo avessi occasione di guardarlo. Ma non è così: non ho modo di guardarlo, all’ora del Festival sono ormai brasata e dormo.

Però se avessi il tempo e fossi sveglia abbastanza mi spalmerei sul divano a guardarlo, fino alla fine. Mi ci metterei d’impegno. La gara, le canzoni, i protagonisti mi divertono e appassionano. Del resto, tutti i commenti di contorno e i retroscena sono sempre stati il sale del Festival, in TV o sulle riviste.

Da ragazza, a me il Festival è sempre piaciuto. Con mia sorella puntavamo il registratore davanti alla TV per registrare le canzoni, per poi ascoltarle e impararle a memoria, con i testi di “Sorrisi e Canzoni” tra le mani. Si creavano anche i gruppi d’ascolto: cena con gli amici e poi via sul divano a commentare. In mancanza d’altro, si andava di commenti al telefono: “Stai guardando Sanremo? Hai visto quella? Hai sentito l’altra?” e, a seguire, con i pronostici per la vittoria.

Ora di Sanremo si preferisce non parlarne, tutti dichiarano di non guardarlo. E’ troppo da sfigati, meglio far finta di non saperne nulla. Salvo poi commentarlo su Twitter con gli hashtag #sanremo e #sanremocontro, così è più cool. Anche su Facebook, si aprono commenti e discussioni, e lì i toni sono più rilassati e familiari, o più accesi e caserecci. Va bene tutto ed è molto divertente e anche utile per chi, come me, non riesce a seguire il Festival. Almeno ci si fa un’idea e si sta sul pezzo. In bilico, ma ci si sta.

Comunque – non s’era capito? – io il Festilval di Sanremo lo seguirei, anche solo per essere fedele a una tradizione. Perché appartengo alla generazione di quelli che sono cresciuti con la TV e il Festival era un’istituzione, come Fantastico il sabato sera, 90° minuto con Paolo Valenti, e la Domenica In di Corrado o Pippo Baudo.

Ehi, non sono vecchia o nostalgica! Sono nazionalpopolare, ecco. Mi manca quella TV che istruiva, informava, educava. E che faceva sognare. Ok, erano altri tempi. E siccome siamo nel 2012 e il mio è un lavoro del terzo millennio, seguo #sanremo su Facebook e Twitter. Ma sempre nazionalpopolare sono.

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Alessandra Versienti

Ho superato i quaranta, ma conservo intatti le insicurezze e i terrori dei vent’anni. Il che – giuro! – non è un vezzo per sentirmi più giovane. Ho una brillante (…) e multiforme carriera da precaria: dal 2001 mi occupo di comunicazione on line e come freelance curo progetti editoriali e scrivo testi per il web. Inoltre sono una Prof: insegno Lettere nei licei e negli istituti di istruzione secondaria. Infine, scrivo. Scrivo poesie, racconti e romanzi. Alcune mie poesie compaiono in antologie poetiche curate da editori italiani: “Poetando. L’uomo della notte” curato da Maurizio Costanzo, ed. Aliberti 2009, e “I versi della Leda”, edito da I Libri della Leda nel 2010. Nel 2015 ho pubblicato su Amazon, in formato Kindle, la mia raccolta poetica Margini. Antologia provvisoria di parole e mutevoli sensi. Oggi la silloge è disponibile anche in formato cartaceo su IlMioLibro.it. Dal novembre 2016 è disponibile su IlMioLibro.it anche la nuova raccolta in versi Sangue. 30 poesie. La raccolta è disponibile anche su Amazon, nel Kindle Store. Sono sposata con A., abbiamo due bambine e viviamo all togheter in una città che si affaccia sul mare, dove i tramonti tolgono il fiato. La bellezza e la gioia mi fanno balbettare.

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