#Buongiorno! Un caffè?

Appena mi sveglio io penso “caffè”! Il problema è che mi sveglio più volte nel corso della notte e se dovessi bere un caffè per tutte le levatacce che faccio, sarei un po’ nervosa, come minimo.

Per me il massimo del lusso è avere il tempo di preparare con calma la moka, mettere l’acqua fino alla valvolina, dosare la polvere scura e aspettare che salga il caffè con la sua schiumetta. L’aroma invade la casa, io mi gusto il mio caffè e mi riconcilio con il mondo, per un’altra giornata.

Non accade quasi mai, naturalmente. E’ un lusso, appunto. Un sogno! Di solito la giornata comincia con Anna Luce che si sveglia appena esco dalla camera da letto. Posso felpare i miei passi quanto voglio, ma la piccola capta ogni minimo spostamento d’aria e mi becca! Così la porto di là e lei si stringe a me, non so se più a cozza o a koala: comunque s’attacca e non mi molla.

Se è giorno di scuola Maria Sole dorme beatamente e non c’è verso che si svegli. Russa, di solito. E non è bello, quando l’ora di uscire incombe e io devo ancora svegliarla, prepararle la colazione e vestirla. Il tutto con la piccola al collo.

Pazienza. A volte c’è molto da ridere, altre volte sembro uno zombie, ma alle mie bimbe faccio simpatia. Però all’appuntamento con un buon caffè, per gustarne il sapore e inebriarmi dell’aroma, cerco di non mancare mai. Io ci metto lo zucchero, nel caffè bollente. Amaro no, non riesco a berlo.

Naturalmente se bevo il caffè mi viene in mente la canzone di Fiorella Mannoia, che inizia così: “Ammazzo il tempo bevendo/caffè nero bollente/in questo nido scaldato /già dal sole paziente…”. Il brano è del 1981 e lei lo presentò a Sanremo. La cantavo continuamente, inventandomi anche le parole, perché mi piaceva moltissimo questa canzone. Solo molto più grande ho capito il senso del testo e quanto fosse stata audace la scelta di presentarla al Festival.

Però quella rabbia nella voce, il graffio angosciante della melodia, la grinta di lei a distanza di trent’anni colpiscono ancora. E a parer mio sono l’essenza di un buon caffè, uno di quei caffè che ti apre gli occhi al mondo. E allora #buongiorno!

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Alessandra Versienti

Ho superato i quaranta, ma conservo intatti le insicurezze e i terrori dei vent’anni. Il che – giuro! – non è un vezzo per sentirmi più giovane. Ho una brillante (…) e multiforme carriera da precaria: dal 2001 mi occupo di comunicazione on line e come freelance curo progetti editoriali e scrivo testi per il web. Inoltre sono una Prof: insegno Lettere nei licei e negli istituti di istruzione secondaria. Infine, scrivo. Scrivo poesie, racconti e romanzi. Alcune mie poesie compaiono in antologie poetiche curate da editori italiani: “Poetando. L’uomo della notte” curato da Maurizio Costanzo, ed. Aliberti 2009, e “I versi della Leda”, edito da I Libri della Leda nel 2010. Nel 2015 ho pubblicato su Amazon, in formato Kindle, la mia raccolta poetica Margini. Antologia provvisoria di parole e mutevoli sensi. Oggi la silloge è disponibile anche in formato cartaceo su IlMioLibro.it. Dal novembre 2016 è disponibile su IlMioLibro.it anche la nuova raccolta in versi Sangue. 30 poesie. La raccolta è disponibile anche su Amazon, nel Kindle Store. Sono sposata con A., abbiamo due bambine e viviamo all togheter in una città che si affaccia sul mare, dove i tramonti tolgono il fiato. La bellezza e la gioia mi fanno balbettare.

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