Ci vuole un fisico bestiale

Sono fuori allenamento e senza fiato anche se faccio un sacco di attività fisica. Non nel senso di fitness, ma nel senso che non mi fermo un secondo. A volte, invece di camminare, saltello per fare prima.

Pant pant!

Mi ostino a svegliarmi presto per lavorare di più, ma poi mi cuocio subito. Cerco solo di rendere più lunga la giornata. Mi divido, mi moltiplico, mi sottraggo soprattutto: a un sacco di cose che non ho il tempo di fare.

Di tutti i generi, ma soprattutto cose che riguardano me stessa, of course. Semplicemente non c’è il tempo: questo è il momento in cui la cura e la dedizione per le bambine è una priorità e il resto conquista il secondo posto, se va bene.

Mi ritrovo con post iniziati e non finiti, appunti che affollano la scrivania, idee e progetti nel cuore e nella mente. Un sacco di roba che gira attorno e sono un po’ senza fiato. In più sto lavorando a un nuovo incarico che mi entusiasma molto. Così quando, nel corso della giornata, si aggiungono le scadenze per le altre collaborazioni che curo, posso dire che ho fatto l’en plein. Olè!

Per lavoro mi occupo di contenuti per il web: quindi visito molti siti, tanti blog e sono molto presente anche sui principali socialcosi. Cerco anche di seguire i miei blogger preferiti o i temi che mi appassionano di più, per puro interesse e gusto personale. E provo ammirazione per chi ha il tempo e il modo di aggiornare il proprio blog con post giornalieri, aggiornamenti continui e link interessanti sui social media.

Io invece a malapena scrivo un paio di post a settimana qui e uno di là. Per il resto ho anche abbandonato Pinterest, dove a un certo punto mi sentivo quasi in dovere di pinnare solo per far sentire la mia presenza. Ho anche lasciato in stand by il mio account su friendfeed e medito di chiudere quelli su tumblr e anobii. Boh, m’è presa così: less is more, mi vado ripetendo e mi do ragione da sola (!).

E’ anche vero che sono d’accordo con Michele Serra a proposito di Twitter e dei 140 caratteri: “il rispetto delle parole, anche sui nuovi media, è almeno altrettanto importante dell’urgenza-obbligo-smania di ‘comunicare’. Per comunicare basta scrivere ‘io esisto’. Per scrivere, spesso è necessario dimenticarlo”.

Ma forse sono solo io che non c’ho il fisico e sono fuori allenamento o è probabilmente la mia tastiera che ha l’acido lattico perché in piena sindrome da overtraining. Ci vuole un fisico bestiale, c’è poco da fare.

Pubblicato da

Alessandra Versienti

Ho superato i quaranta, ma conservo intatti le insicurezze e i terrori dei vent’anni. Il che – giuro! – non è un vezzo per sentirmi più giovane.
Ho una brillante (…) e multiforme carriera da precaria: dal 2001 mi occupo di comunicazione on line e come freelance curo progetti editoriali e scrivo testi per il web. Inoltre sono una Prof: insegno Lettere nei licei e negli istituti di istruzione secondaria.
Infine, scrivo.
Scrivo poesie, racconti e romanzi.
Alcune mie poesie compaiono in antologie poetiche curate da editori italiani: “Poetando. L’uomo della notte” curato da Maurizio Costanzo, ed. Aliberti 2009, e “I versi della Leda”, edito da I Libri della Leda nel 2010. Nel 2015 ho pubblicato su Amazon, in formato Kindle, la mia raccolta poetica Margini. Antologia provvisoria di parole e mutevoli sensi. Oggi la silloge è disponibile anche in formato cartaceo su IlMioLibro.it.
Dal novembre 2016 è disponibile su IlMioLibro.it anche la nuova raccolta in versi Sangue. 30 poesie. La raccolta è disponibile anche su Amazon, nel Kindle Store.
Sono sposata con A., abbiamo due bambine e viviamo all togheter in una città che si affaccia sul mare, dove i tramonti tolgono il fiato. La bellezza e la gioia mi fanno balbettare.

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