Quando uno è pop, c’è pop da fare

Ho acceso la radio in bagno, l’altro giorno. Di solito ascolto un po’ di musica sotto la doccia. Poi mentre mi asciugavo i capelli è arrivata lei, con I Wanna Dance with Somebody (who loves me).

Di colpo sono tornata ai miei 15 anni, quando questa canzone conquistò tutto il mondo. Lei era bellissima, fortunata, già grandissima. Ho letto su Wikipedia che con questo brano confermò “la sua estensione vocale raggiungendo un do in registro sopracuto”. Non ho idea di cosa sia, ma è sicuramente una roba potentissima o altissima. Una delle due, almeno.

Mentre mi asciugavo i capelli pensavo a quanto fosse pop questa canzone, quanto lo fosse lei e noi tutti allora. E a come l’essere pop non passi mai di moda e ti rimanga addosso appena gli hai detto un si: basta una canzone, una danza, un film e l’emozione ti accomuna a milioni di persone. Ed ecco che ci sei dentro fino al collo!

Poi il pop è trasversale: puoi anche avere i gusti più raffinati del mondo, essere selettivo in modo chirurgico o atteggiarti a intellettuale snob ma se non ti piace I Wanna Dance with Somebody allora hai qualcosa che non va. Appena senti partire la musica, devi ballare e basta. C’è pop da fare!

Una canzone è pop se alzi il volume a palla appena inizia e ti dimentichi per un momento di tutto il resto. Una canzone è davvero pop se provi a cantare proprio come chi la interpreta e ti ci senti lei o lui per un momento. Quella canzone ha il marchio pop se chi la canta e non c’è più vive lo stesso e per sempre in quella melodia.

Io con il phon ho fatto finta di cantarla, ‘sta canzone. Ho ripetuto a memoria i gesti di Withney, anche se il videoclip non lo vedevo da anni. E peccato che ho i capelli corti, sennò mi sarebbe venuto meglio il balletto con la chioma lunga e friseè dell’originale.

Pubblicato da

Alessandra Versienti

Ho superato i quaranta, ma conservo intatti le insicurezze e i terrori dei vent’anni. Il che – giuro! – non è un vezzo per sentirmi più giovane. Ho una brillante (…) e multiforme carriera da precaria: dal 2001 mi occupo di comunicazione on line e come freelance curo progetti editoriali e scrivo testi per il web. Inoltre sono una Prof: insegno Lettere nei licei e negli istituti di istruzione secondaria. Infine, scrivo. Scrivo poesie, racconti e romanzi. Alcune mie poesie compaiono in antologie poetiche curate da editori italiani: “Poetando. L’uomo della notte” curato da Maurizio Costanzo, ed. Aliberti 2009, e “I versi della Leda”, edito da I Libri della Leda nel 2010. Nel 2015 ho pubblicato su Amazon, in formato Kindle, la mia raccolta poetica Margini. Antologia provvisoria di parole e mutevoli sensi. Oggi la silloge è disponibile anche in formato cartaceo su IlMioLibro.it. Dal novembre 2016 è disponibile su IlMioLibro.it anche la nuova raccolta in versi Sangue. 30 poesie. La raccolta è disponibile anche su Amazon, nel Kindle Store. Sono sposata con A., abbiamo due bambine e viviamo all togheter in una città che si affaccia sul mare, dove i tramonti tolgono il fiato. La bellezza e la gioia mi fanno balbettare.

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