KM Zero

Scrivo al fresco della mattina, prima che la morsa del caldo prenda possesso della casa e delle mie facoltà mentali. L’alba è diventato il mio rifugio.

Il resto della giornata lo dedico al lavoro e alle bambine, ormai libere e scatenate qui a Campi Salentina. Qui a casa. Siamo in una fase di mezzo tra l’organizzazione degli spazi comuni, le occupazioni di ordine pratico e la nuova vita che ha finalmente il sapore della stabilità.

Siamo solo all’inizio e di tempo per far tutto ce ne sarà. Sono passati appena dieci giorni da quando siamo arrivati: ho salutato gli amici, fatto giri per il paese e ho reso onore a piacevoli, amati rituali che mi fanno sentire a casa.

Solo che questa volta non devo ripartire: sono già a casa. Mi lascio prendere da questa sensazione, l’assaporo piano piano, mi tolgo di dosso il senso di estraneità e di sospensione che mi ha accompagnato negli ultimi anni.

Eppure c’è sempre una metamorfosi, come se fossi a metà di un viaggio e il ritorno, qui e finalmente, fosse solo l’inizio. Non devo più ripartire, non è più necessario quel viaggio interminabile della mente e del corpo per tenere tutto insieme, per collegare i fili del mio passato e del mio presente.

I “bentornata!” mi piovono addosso come acqua necessaria e benefica dopo un lungo tempo di arsura e siccità. Mi fanno bene, mi strappano un sorriso. Mi riconosco nella mia terra, nelle vie del mio paese. Anche se sono cambiata e con me c’è la mia nuova famiglia, Andrea e le mie bambine, la vita che abbiamo costruito in questi anni. E c’è il mio lavoro, che dodici anni fa immaginavo appena e che ora, invece, mi ha prepotentemente riportato qui dove sono nata.

Questa è la mia nuova vita a KM Zero. E’ il tempo di mettere radici. Qui posso fermarmi e guardarmi attorno e anche più lontano se voglio, senza più la fretta di riandare, di ripartire, di allontanarmi.

Le mie bambine segnano il passo, la via. Mi indicano il senso, ogni giorno. I loro piedi sporchi di terra del giardino, le risate piene e le facce buffe mi rassicurano di aver fatto la scelta giusta. Maria Sole ha dichiarato che qui le piace tutto, che le piacciono tutte le persone (e ha snocciolato un elenco dettagliato di tutti, ma proprio tutti parenti e amici coinvolti) e ha concluso con un “Sono proprio contenta di me stessa!”.

Poi, forse per moderare il suo stesso entusiasmo, ha aggiunto: “Mamma, a Genova sto bene, ma qui sto benissimo!”. Meglio di così non si può, insomma!

Pubblicato da

Alessandra Versienti

Ho superato i quaranta, ma conservo intatti le insicurezze e i terrori dei vent’anni. Il che – giuro! – non è un vezzo per sentirmi più giovane. Ho una brillante (…) e multiforme carriera da precaria: dal 2001 mi occupo di comunicazione on line e come freelance curo progetti editoriali e scrivo testi per il web. Inoltre sono una Prof: insegno Lettere nei licei e negli istituti di istruzione secondaria. Infine, scrivo. Scrivo poesie, racconti e romanzi. Alcune mie poesie compaiono in antologie poetiche curate da editori italiani: “Poetando. L’uomo della notte” curato da Maurizio Costanzo, ed. Aliberti 2009, e “I versi della Leda”, edito da I Libri della Leda nel 2010. Nel 2015 ho pubblicato su Amazon, in formato Kindle, la mia raccolta poetica Margini. Antologia provvisoria di parole e mutevoli sensi. Oggi la silloge è disponibile anche in formato cartaceo su IlMioLibro.it. Dal novembre 2016 è disponibile su IlMioLibro.it anche la nuova raccolta in versi Sangue. 30 poesie. La raccolta è disponibile anche su Amazon, nel Kindle Store. Sono sposata con A., abbiamo due bambine e viviamo all togheter in una città che si affaccia sul mare, dove i tramonti tolgono il fiato. La bellezza e la gioia mi fanno balbettare.

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