Settembre

Non so se è un caso che stia riuscendo a buttar giù due righe in concomitanza con la pioggia di oggi. La felice combinazione di pioggia, settembre e la dipartita dell’afa favoriscono l’attività cerebrale. Deve essere così, mi convinco.

Solo che proprio ora che avevo due minuti per mettermi a scrivere e fare ordine mentale, un’enorme folla di pensieri si è presentata alla mia mente. Mi sono sembrati come quelle lumachine che punteggiano l’erba dopo la pioggia. Ciascuno di loro ha chiesto udienza e ragione. Ma all’improvviso mi sono sembrati troppi, così ho deciso che di fare ordine mentale non se ne parla, almeno per oggi.

Non so nemmeno se sia un caso o una bella coincidenza che mi sia messa a scrivere oggi, che son tre mesi esatti da quando siamo atterrati nel Salento. Mah. Caso o coincidenza, che mi mettessi a scrivere due parole forse non c’era ‘sta gran necessità. Per voi, dico. E lo so.

Ma è che ho bisogno di rimettere in contatto la mente con la penna e la tastiera. Sennò tutti i pensieri e le parole che girano vorticosamente in testa mi fanno venire un magone strano, come di rimpianto, e mi disegnano un muso lungo e triste quando poi triste non sono.

Comunque di tempo per riflettere ne ho poco. Forse ho riflettuto troppo prima e ora sconto con l’azione tutte le elucubrazioni degli ultimi vent’anni. A saperlo, mi trasferivo (tornavo) a Campi Salentina prima, invece di riempire pagine e pagine di lamentazioni e musi lunghi.

Ho voglia di parole belle e di ispirazione, di tempo per potermele gustare, e poter scrivere ancora. Non voglio lasciarle scappare, le parole. Così oggi a pranzo, mentre Anna Luce disseminava di riso e piselli il pavimento, ho osservato la pioggia dalla finestra che dà sul giardino.

Ho inspirato a fondo l’odore di terra, erba, foglie, asfalto bagnati e ho pensato: “Io all’odore della pioggia farei una foto”. M’è parso un pensiero propizio, un atto gentile del mio cervello impantanato, un segnale illuminato. Sarà che devo render grazie a settembre, sarà che le parole esigono rispetto: così ora mi metto di gran lena e non aspetto.

Pubblicato da

Alessandra Versienti

Ho superato i quaranta, ma conservo intatti le insicurezze e i terrori dei vent’anni. Il che – giuro! – non è un vezzo per sentirmi più giovane.
Ho una brillante (…) e multiforme carriera da precaria: dal 2001 mi occupo di comunicazione on line e come freelance curo progetti editoriali e scrivo testi per il web. Inoltre sono una Prof: insegno Lettere nei licei e negli istituti di istruzione secondaria.
Infine, scrivo.
Scrivo poesie, racconti e romanzi.
Alcune mie poesie compaiono in antologie poetiche curate da editori italiani: “Poetando. L’uomo della notte” curato da Maurizio Costanzo, ed. Aliberti 2009, e “I versi della Leda”, edito da I Libri della Leda nel 2010. Nel 2015 ho pubblicato su Amazon, in formato Kindle, la mia raccolta poetica Margini. Antologia provvisoria di parole e mutevoli sensi. Oggi la silloge è disponibile anche in formato cartaceo su IlMioLibro.it.
Dal novembre 2016 è disponibile su IlMioLibro.it anche la nuova raccolta in versi Sangue. 30 poesie. La raccolta è disponibile anche su Amazon, nel Kindle Store.
Sono sposata con A., abbiamo due bambine e viviamo all togheter in una città che si affaccia sul mare, dove i tramonti tolgono il fiato. La bellezza e la gioia mi fanno balbettare.

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