Prospettiva laterale

E’ un momento strano. Invece di guardare avanti, guardo di lato. Non punto dritto davanti a me, ma cedo il passo e osservo, mi pongo in una prospettiva laterale.

Non è male.

Spendo tutte le mie energie in molteplici direzioni: le bambine, la famiglia, la nuova vita qui, i progetti per il futuro (casa, mutuo, ecc), il lavoro. Non ho molte altre risorse da investire. Nemmeno tempo.

Passo la giornata in prima linea e rispondo sempre “presente!”. Molte cose però mi sfuggono. So che è la fase di adattamento alle novità, so pure che tornare a casa, qui, dopo 12 anni sfasa un bel po’. Così a un certo punto disattivo lo stato di attenzione e, con la mente, vado di pensiero laterale.

Osservo tutto di lato, anche me stessa. Così mi riesce di vedere che il caos di alcuni giorni in realtà è transizione, è adattamento, è anche flessibilità. Così mi riesce di non prendermela troppo per le parole sbagliate, i malumori, le incomprensioni.

Osservando di lato riesco a scoprire dettagli che rivelano l’inconsistenza di preoccupazioni, tensioni e illusioni. Di lato, anche quanto sembra insopportabile assume un peso relativo, prende una nota leggera e un tono ironico che quasi mette allegria.

Scopro così un antidoto potente. Mi deve essere costato anni di ansie e velenose recriminazioni, ma forse devo all’età e all’esperienza questo stato dell’essere. Una roba che rasenta la saggezza, forse, ma in realtà sfiora l’incoscienza, per quanto è leggera e volatile.

“La mia è una prospettiva laterale” è la risposta giusta per mettere a tacere anche recriminazioni, sfoghi, aspettative deluse altrui. Non posso fare altro che invitare a provarla, la mia prospettiva laterale.

Che poi io di prospettive ne so ben poco e l’unica di cui abbia memoria è quella Nevskij, di cui ha cantato Battiato nel 1980. A parte quello che ci sarebbe da sapere sulla Prospettiva Nevskij, ancora m’incanto ad ascoltarla, la canzone: ogni parola, pure gli orinali, mi sembra poesia. Laterale pure questa, forse. E a proposito di laterale: è ancora un mistero riuscire a trovare l’alba dentro l’imbrunire.

Pubblicato da

Alessandra Versienti

Ho superato i quaranta, ma conservo intatti le insicurezze e i terrori dei vent’anni. Il che – giuro! – non è un vezzo per sentirmi più giovane.
Ho una brillante (…) e multiforme carriera da precaria: dal 2001 mi occupo di comunicazione on line e come freelance curo progetti editoriali e scrivo testi per il web. Inoltre sono una Prof: insegno Lettere nei licei e negli istituti di istruzione secondaria.
Infine, scrivo.
Scrivo poesie, racconti e romanzi.
Alcune mie poesie compaiono in antologie poetiche curate da editori italiani: “Poetando. L’uomo della notte” curato da Maurizio Costanzo, ed. Aliberti 2009, e “I versi della Leda”, edito da I Libri della Leda nel 2010. Nel 2015 ho pubblicato su Amazon, in formato Kindle, la mia raccolta poetica Margini. Antologia provvisoria di parole e mutevoli sensi. Oggi la silloge è disponibile anche in formato cartaceo su IlMioLibro.it.
Dal novembre 2016 è disponibile su IlMioLibro.it anche la nuova raccolta in versi Sangue. 30 poesie. La raccolta è disponibile anche su Amazon, nel Kindle Store.
Sono sposata con A., abbiamo due bambine e viviamo all togheter in una città che si affaccia sul mare, dove i tramonti tolgono il fiato. La bellezza e la gioia mi fanno balbettare.

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