Intermezzo

Non pensavo che avrebbe funzionato. Quando ero a Genova, lontana da qui e immersa nella mia, nella nostra vita, non lo avrei mai creduto possibile.

Poi la decisione di cambiare città. Per me s’è trattato di un ritorno, per le bimbe di approdare in una nuova realtà, per Andrea di scegliere questo posto per ricominciare, tutti insieme, e realizzare sogni, progetti, desideri. Consapevoli che ci sarebbe stato un lungo periodo di adattamento e di incertezze, pronti ad abbandonare le abitudini, ritmi, spazi solo nostri. E con il timore che il disagio ci sarebbe stato, per tutti.

Così siamo atterrati, tutti e quattro a casa dei miei. Cauti all’inizio, quasi sulla difensiva, pronti a difendere spazi e tempi. Ma timori e prese di posizione si sono rivelati inutili. Molto hanno fatto il buon senso e la buona volontà di tutti. Ma è che Maria Sole e Anna Luce hanno portato la gioia e tutto il resto scivola via.

Le mie bambine stanno bene, sono felici, spensierate, allegre. E riempiono dei loro giochi e di risate questa casa che per molto tempo è stata triste e buia, vissuta letteralmente a metà. Dal mattino presto risuonano le loro voci, tutto si muove attorno a loro. E ci sono un nonno e una nonna che ridono, sorridono, gioiscono.

Poco importa se tutto è ancora da fare e realizzare. Con Andrea ci stiamo lavorando su. Intanto la nuova vita è cominciata e il rumore, la musica, il sapore del nuovo ci danno la certezza che non si tornerà indietro.

E’ un intermezzo questo, che per ora ha il sapore dolce dell’attesa serena. Ben venga. E’ il tempo in cui i nonni e le nipotine stabiliscono personali rituali, giochi, risate, vicinanza. Legami. Memoria.

A volte il trambusto è tale che rimane solo da ridere. Il caos è totale, ma pazienza. La nonna la si sente impegnata in conversazioni improbabili con Anna Luce. Poi ascolta stupita e ammirata tutto quello che racconta Maria Sole. Il nonno, in sedia a rotelle, ride sornione e accenna la coreografia del pulcino Pio per tenere alta l’attenzione delle piccole. Cose che mai avrei creduto di rivedere, di rivivere. Eppure oggi è così.

Pubblicato da

Alessandra Versienti

Ho superato i quaranta, ma conservo intatti le insicurezze e i terrori dei vent’anni. Il che – giuro! – non è un vezzo per sentirmi più giovane. Ho una brillante (…) e multiforme carriera da precaria: dal 2001 mi occupo di comunicazione on line e come freelance curo progetti editoriali e scrivo testi per il web. Inoltre sono una Prof: insegno Lettere nei licei e negli istituti di istruzione secondaria. Infine, scrivo. Scrivo poesie, racconti e romanzi. Alcune mie poesie compaiono in antologie poetiche curate da editori italiani: “Poetando. L’uomo della notte” curato da Maurizio Costanzo, ed. Aliberti 2009, e “I versi della Leda”, edito da I Libri della Leda nel 2010. Nel 2015 ho pubblicato su Amazon, in formato Kindle, la mia raccolta poetica Margini. Antologia provvisoria di parole e mutevoli sensi. Oggi la silloge è disponibile anche in formato cartaceo su IlMioLibro.it. Dal novembre 2016 è disponibile su IlMioLibro.it anche la nuova raccolta in versi Sangue. 30 poesie. La raccolta è disponibile anche su Amazon, nel Kindle Store. Sono sposata con A., abbiamo due bambine e viviamo all togheter in una città che si affaccia sul mare, dove i tramonti tolgono il fiato. La bellezza e la gioia mi fanno balbettare.

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