Ho perso le parole

Lo penso da qualche tempo che ho perso le parole. E quando mi capita di pensare che ho perso le parole parte in sottofondo la musica, quella della canzone di Ligabue che, a un certo punto, dice “Ho perso le parole/eppure ce le avevo qua un attimo fa/dovevo dire cose/cose che sai…”.

Ce le avevo qua e ora le ho perse, le parole. Forse potrei trovarle in chissà in quale scatolone del trasloco che mi ha riportato qui, a Campi Salentina. In chissà quale vecchia agenda dove da ragazza annotavo le parole e le frasi che mi colpivano quando leggevo un libro o guardavo un bel film. Forse se ne stanno buone buone in una borsa che non metto più o in una penna che non uso più.

Rifletto su questa pausa dalla scrittura – che mi causa, proprio così, un malessere fastidioso, sordo e sempre presente – e mi accorgo che un senso c’è. Potrebbe essere un momento in cui faccio scorta di immagini, emozioni, propositi e parole preziose. Arriveranno, torneranno finalmente le parole a sciogliere il gelo che blocca l’inchiostro e a riempire le pagine del mio quadernetto.

E’ anche una riflessione silenziosa, manco a dirlo, sul senso delle parole, su quello che ho da dire e quello che ho scritto qui, sul mio diario in quasi otto anni di blog. E mentre proliferano blog pronti sempre a insegnarti qualcosa e il web si popola di blogger che la sanno lunga su tutto – ma tutto tutto, eh! – , io mi rendo conto di non voler insegnare niente e di non sapere nulla. Ho solo bisogno di scrivere.

Di ritrovare attraverso le parole i mesi trascorsi, gli amici che ho riabbracciato, la vita che ci ha sorpreso da quando siamo arrivati qui. Così riprovo a scrivere, anche se poi nessuno mi legge. Anzi: mi sembra un ottimo motivo per farlo in totale libertà, senza strategie, senza ammiccamenti. Devo solo crederci un po’ di più, un po’ di più davvero.

Allora “keep up and blog on”!

Pubblicato da

Alessandra Versienti

Ho superato i quaranta, ma conservo intatti le insicurezze e i terrori dei vent’anni. Il che – giuro! – non è un vezzo per sentirmi più giovane. Ho una brillante (…) e multiforme carriera da precaria: dal 2001 mi occupo di comunicazione on line e come freelance curo progetti editoriali e scrivo testi per il web. Inoltre sono una Prof: insegno Lettere nei licei e negli istituti di istruzione secondaria. Infine, scrivo. Scrivo poesie, racconti e romanzi. Alcune mie poesie compaiono in antologie poetiche curate da editori italiani: “Poetando. L’uomo della notte” curato da Maurizio Costanzo, ed. Aliberti 2009, e “I versi della Leda”, edito da I Libri della Leda nel 2010. Nel 2015 ho pubblicato su Amazon, in formato Kindle, la mia raccolta poetica Margini. Antologia provvisoria di parole e mutevoli sensi. Oggi la silloge è disponibile anche in formato cartaceo su IlMioLibro.it. Dal novembre 2016 è disponibile su IlMioLibro.it anche la nuova raccolta in versi Sangue. 30 poesie. La raccolta è disponibile anche su Amazon, nel Kindle Store. Sono sposata con A., abbiamo due bambine e viviamo all togheter in una città che si affaccia sul mare, dove i tramonti tolgono il fiato. La bellezza e la gioia mi fanno balbettare.

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